sabato 30 luglio 2011

Visita di Chichen Itza

Lavorare nel turismo qualche volta ha i suoi aspetti positivi.  Grazie ad un super sconto lastminute sono riuscito a prenotare un mini tour del Messico, 4 giorni Yucatan più 3 giorni mare, con partenza da Milano Malpensa per l'inizio di febbraio. Ammetto che i viaggi di gruppo non sono tra i miei preferiti ma, di fronte ad un prezzo così basso, non potevo fare finta di niente!
Parto così in treno dalla stazione di Mestre per Milano Centrale e prendo poi l'autobus navetta che porta all'aeroporto di Malpensa: siamo già a quasi 4 ore di viaggio! A Malpensa, dopo tutte le formalità di imbarco, mi aspetta un volo di circa dieci ore per Mèrida, la capitale dello Yucatan, dove atterro in perfetto orario in tarda serata.
In sala arrivi conosco i miei compagni di viaggio, per fortuna c'è anche gente giovane e, con un breve trasferimento in autobus, arriviamo in hotel: Hotel Los Aluxes, un buon quattro stelle in centro città.

II GIORNO:
Dopo un'ottima prima colazione partiamo per Chichen Itza, il più famoso e meglio conservato dei siti maya dello Yucatan. Arrivati in parcheggio incontriamo la nostra guida che ci accompagnerà per tutti i quattro giorni del tour. 



Iniziamo ad esplorare il sito archeologico  con El Castillo, noto anche come piramide di Kukulcàn. La piramide è in realtà un calendario maya costruito in pietra: ciascuno dei nove livelli di El Castillo è diviso in due da una scalinata: si formano così 18 terrazzi che ricordano i 18 mesi di  20 giorni dell'anno Vago. Le quattro scale hanno 91 gradini ciascuna e, se si aggiunge la piattaforma in cima, si ha un totale di 365, il numero dei giorni dell'anno. Durante l'equinozio di primavera e di autunno, il sole crea poi un gioco di luci e ombre dove sembra di vedere un serpente muoversi sul lato della scalinata della piramide.




Finita la spiegazione saliamo la ripidissima  scalinata per raggiungere la cima della piramide. E' talmente  ripida che c'è addirittura una  corda per potersi aiutare! Dall'alto il panorama spazia su tutto il sito di Chichen Itza e sulla foresta circostante.



Proseguiamo la visita con il campo dove si giocava il Juego de Pelota, il più grande e imponente del Messico, dove a quanto sembra vinceva la squadra che per prima faceva entrare la palla attraverso uno degli anelli di pietra. Si dice che il capitano della squadra sconfitta, e forse anche i suoi compagni di squadra, venissero sacrificati una volta finito il gioco.



A poca distanza visitiamo il tempio de los Cràneos, ovvero la piattaforma dei teschi, a forma di T dove ci sono decorazioni di teschi scolpiti e aquile che divorano il petto di uomini per mangiarne il cuore.E' in questa piattaforma che venivano riposte le teste delle vittime sacrificali.



Continuiamo attraverso un sentiero in ombra fino ad arrivare al Cenote Sagrado, un imponente pozzo naturale di circa 60 metri di diametro le cui pareti sono ricoperte da un intrico di rampicanti e da altra vegetazione. I racconti locali parlano di giovani vergini gettate nel cenote come sacrificio alle divinità maya ma, durante un dragaggio negli anni '20 e '60 vennero recuperati gioielli d'oro e di giada oltre a diverse ossa umane di cui bambini, anziani, malati, feriti ma anche giovani in salute.


Un po' di tempo libero per una visita del parco di Chichen Itza e ci fermiamo a pranzo in un ristorante tipico vicino all'ingresso del sito. Rientriamo poi in hotel nel tardo pomeriggio, un  bagno in piscina, una piccola penichella che non fa mai male e usciamo per la cena.
Durante le prime quattro notti avremo il trattamento di mezza pensione con il pranzo  e la cena libera. Mèrida è una città abbastanza grande ma mantiente ancora un aspetto provinciale;  ristoranti e locali in centro sono molti e c'è solo l'imbarazzo della scelta. Come prima sera ceniamo in un ristorante in pieno centro a base di tortillas e per finire bene la serata un bis di tequila!
Domani si prosegue per Uxmal con un'altra visita ai siti maya.

Vai al terzo giorno: visita di Uxmal

7 commenti:

  1. Per quanto riguarda il JUEGO DE PELOTA, preciso che era il capitano della squadra vincitrice,e non perdente, ad essere sacrificato,
    dal momento che dall'essere sacrificati, iniziava il percorso per diventare una divinità.

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    1. ciao, la guida in messico ci aveva dato per buone entrambe le versioni, in effetti in alcune guide si dice che i vincitori venivano sacrificati :)) cmq grazie per avermelo fatto notare

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  2. quando sono stata, lo scorso anno, nn si poteva più salire :(

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    1. in effetti non è molto sicuro, se si cade ci si può fare veramente male :(

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    2. Io sono stata l'anno scorso e ci hanno detto che fino al 2012 si poteva salire poi l'hanno vietato in quanto la piramide si stava rovinando.

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  3. Foto molto belle e descrizione del viaggio interessante.
    Spero mi siano di guida nel mio prossimo viaggio.
    Ciao.

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