Succede quasi sempre allo stesso modo. Stai risalendo una mulattiera, il respiro si fa corto, il pensiero comincia a rallentare sul ritmo dei passi. Dai un’occhiata distratta al telefono e lì, in alto a destra, la tacca del segnale ha appena smesso di esistere. Per un secondo ti prende un piccolo moto di panico, quello ormai familiare di chi vive con un dispositivo in tasca ventiquattr’ore al giorno. 

Poi, quasi subito, qualcosa si scioglie. Il silenzio non è più un’assenza: diventa un suono a sé, fatto di fruscii e scricchiolii. È esattamente lì che comincia quello che oggi chiamiamo digital detox, ovvero una pausa volontaria dall’iperconnessione. E la montagna, da sempre, sa farlo meglio di chiunque altro.


Diciamolo: per chi vive con il telefono in mano, la prospettiva di un weekend in quota con una sola tacca di campo è praticamente un incubo. Un incubo per chi guarda una serie dopo l’altra e non riesce a dormire senza schermo acceso, per chi non sa pranzare senza scrollare, e soprattutto per chi è malato di sport e non può fare a meno della propria app per scommettere a ridosso del weekend. La buona notizia è che, passate le prime ore di astinenza, quel fastidio si trasforma in qualcosa di molto più interessante: una specie di sollievo che non ricordavi nemmeno di poter provare.

 

staccare la spina
 

La settimana scorsa ho trascorso un bellissimo weekend in Trentino, ai piedi delle spettacolari Dolomiti di Brenta e dell'affascinante Val d'Ambiez, scegliendo una zona ancora autentica e poco frequentata: San Lorenzo in Banale, frazione di San Lorenzo Dorsino. Qui ho trovato esattamente quello che cercavo: tranquillità, panorami, storia e un’accoglienza tradizionale.

 

Infatti, per il soggiorno ho scelto Beohotel, una struttura a conduzione familiare che rappresenta perfettamente lo spirito di questa valle. Dal momento del check-in si percepisce un’ospitalità sincera: i giovani proprietari accolgono gli ospiti con il sorriso e sono sempre pronti a dare consigli preziosi, quelli che solo chi vive davvero il territorio può offrire.

Grazie a loro ho scoperto dei percorsi bellissimi che presto vi descriverò nel blog.

 

Nel frattempo, con il post di oggi, vi racconto la mia esperienza in hotel.

 

beohotel san lorenzo in banale



Se vi state chiedendo cosa vedere a Mezzano, siete nel posto giusto. La settimana scorsa sono stato qui in sopralluogo per una mia escursione di gruppo e, con l’occasione, ho dedicato del tempo alla visita del borgo.

Nel cuore della valle di Primiero, ai piedi delle maestose Pale di San Martino, Mezzano è uno di quei luoghi che conservano intatto il fascino della vita di un tempo. Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, stupisce con le sue case in pietra e legno, le viuzze tipiche di montagna e un fascino trentino che si respira ad ogni passo.

Passeggiare tra le sue vie significa fare un viaggio nel tempo, tra scorci pittoreschi, testimonianze rurali e installazioni artistiche diffuse.

 

cosa vedere a mezzano

 

L'Isola d'Elba viene spesso associata al mare, alle spiagge e alle vacanze estive, ma una parte decisiva del suo fascino si scopre lungo i sentieri. Tra crinali battuti dal vento, boschi mediterranei, vecchie mulattiere e panorami che si aprono all'improvviso sull'arcipelago toscano, l'isola offre un volto più verticale e sorprendente di quanto si immagini. Non serve raggiungere grandi quote per vivere un'esperienza escursionistica appagante: bastano scarponi adatti, un minimo di preparazione e la voglia di attraversare ambienti diversi nel giro di pochi chilometri.


Il bello del trekking all'Elba sta proprio nel contrasto. In una sola giornata si passa dal profumo della macchia alle rocce granitiche, dai castagneti alle falesie sul mare, con la sensazione di trovarsi in un territorio molto più vasto di quello che suggerisce la carta geografica. 

Per questo motivo l'isola rappresenta una meta ideale per una fuga attiva in primavera, in autunno e anche all'inizio dell'estate, soprattutto per chi desidera camminare in un contesto scenografico e vario senza rinunciare alla comodità dei collegamenti.

 

isola d'elba


Alleghe è una delle mie località preferite dove effettuare escursioni trekking in giornata sui sentieri panoramici delle Dolomiti Bellunesi.

Ci troviamo in Agordino e questa località si può raggiungere in circa 2H00 – 2H30 da Mestre Venezia, ideale quindi per un day trip!


Le escursioni da fare in zona Alleghe  sono davvero molte. Complice la posizione, nel cuore delle Dolomiti,  tutti i punti di partenza delle camminate sono raggiungibili facilmente con la macchina. Ho scritto con la macchina perchè, purtroppo, i mezzi pubblici sono pochi e collegano solo i centri dei paesi. 

 

alleghe falcade escursioni passeggiate

 

In tutto il Veneto, il lavoro quotidiano mantiene un forte legame con settori consolidati da tempo.
Manifattura, logistica e imprese a conduzione familiare continuano a definire l’economia locale, spesso attraverso sistemi e processi costruiti negli anni.


Allo stesso tempo, le nuove esigenze digitali diventano sempre più difficili da ignorare, soprattutto per quanto riguarda l’accesso alle informazioni e la gestione delle attività tra luoghi diversi.
Ne deriva una realtà in cui modi di lavorare tradizionali convivono con richieste digitali più moderne. Sistemi pensati per ambienti fissi devono ora permettere l’accesso da più punti, senza alterare il funzionamento delle attività.


Questo articolo esplora come il Veneto si stia adattando a queste nuove esigenze e in che modo l’accesso remoto si stia inserendo in contesti che non erano stati progettati per questo.

 

industrie veneto

 

La zona dei Colli Berici è un vero paradiso per  semplici escursioni e passeggiate su sentieri immersi in un contesto collinare tra antiche contrade, laghetti, ville venete e mulini.


Con il nuovo post sul blog vi racconto le escursioni e passeggiate che sono riuscito a fare fino a questo momento sui Colli Berici, mettendo il link all'articolo con descrizione completa sul blog (così potete approfondire se interessati) con traccia gpx per non perdervi.

 

Infatti, nota negativa delle escursioni sui Colli Berici, è l'assenza di segnaletica lungo il percorso. Davvero un peccato e non certo un modo per valorizzare un territorio, ma di questo ne abbiamo parlato più volte nel blog.

 

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I Colli Berici sono una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

 

Se vuoi partecipare alle prossime uscite, puoi:  iscriverti al canale Whatsapp Montagna di Viaggi, visitare la sezione ESCURSIONI DI GRUPPO del blog, oppure mandarmi una mail a andreapizzato76@gmail.com

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colli berici escursioni sentieri passeggiate

Venzone è uno dei borghi più belli del Friuli Venezia Giulia, ma anche d'Italia. Infatti, pochi anni fa, è stato eletto il borgo più bello d'Italia per l'edizione 2017 del premio del programma Rai Kilimangiaro.
 
E cosa si può vedere a Venzone? Prima di iniziare a raccontare le bellezze del centro storico, è bene conoscere la sua storia, ricordando l'anno 1976, quando il terremoto del Friuli distrusse gran parte dell'abitato.
 
Il primo nucleo urbano documentato di Venzone risale al dominio carolingio (VIII-X sec). Nel corso dei secoli il borgo fece parte del Patriarcato di Aquileia, cadde sotto il dominio della Repubblica di Venezia ed entrò solo nel 1866 a far parte del Regno d'Italia. 
 
Il borgo che vediamo ai giorni nostri è frutto di un meticoloso lavoro di ricostruzione: com'era e dov'era. Venzone è l'unico esempio in regione di utilizzo integrale del metodo di ricostruzione chiamato “per anastilosi”: un metodo innovativo “pensato, studiato ed applicato per la prima volta ad un intero borgo medioevale” proprio qui a Venzone a seguito del sisma del 1976, e che da allora viene copiato per la ricostruzione di edifici storici rimasti danneggiati da eventi catastrofici.  
 
Venzone è anche l'unico esempio di cittadella murata medioevale del Friuli; la doppia cintura muraria, che ancor oggi cinge il borgo, fu eretta nel XIII sec. per volere di Glizoio di Mels per proteggere la città.
 


venzone cosa vedere