Arrampicata: quante e quali specialità esistono?

Per quanto sia elaborata e impegnativa, l’arrampicata non rientra tra gli sport più popolari in assoluto e ancora oggi sono ben altre le discipline che attirano le maggiori attenzioni, anche solo a livello mediatico. 

 

Gli amanti dello sport si interessano soprattutto alle competizioni nelle quali viene rimarcata l’appartenenza territoriale e così anche il mondo dell'informazione o le scommesse online finiscono col concentrarsi soprattutto su calcio, basket, tennis et similia, tendendo a dare meno peso alle discipline di montagna come l’arrampicata. 

 

Eppure, proprio per la sua natura complessa e tecnica, il climbing ha sviluppato nel tempo una serie di specialità differenti, ciascuna con caratteristiche ben precise e con un proprio modo di interpretare il rapporto tra atleta, parete e movimento. Parlare di arrampicata, oggi, significa quindi entrare in un universo articolato, che va dalla roccia naturale alle strutture artificiali, dalle grandi altezze ai passaggi brevi ma estremamente intensi. Vediamo allora quali tipologie di arrampicata esistono.

 

arrampicata

Arrampicata libera

L’arrampicata libera, spesso indicata anche come free climbing, rappresenta la forma più “pura” di questo sport. 

In questa disciplina la progressione avviene esclusivamente grazie all’uso del corpo, quindi mani, piedi e, quando serve, anche altre parti come ginocchia o schiena, sfruttate per appoggi e incastri sulla roccia. Non si utilizzano attrezzi per facilitare la salita, ma solo scarpette e magnesite per migliorare la presa. 

L’attrezzatura come corde, imbraghi e moschettoni non è esclusa, ma ha un ruolo limitato alla sicurezza, servendo unicamente a ridurre i rischi in caso di caduta. Il cuore dell’arrampicata libera sta quindi nella capacità di leggere la parete e trovare la strategia più efficace per progredire. Esistono diversi modi di affrontare una via, che vanno dalla salita con corda già posizionata dall’alto fino alle salite da capocordata al primo tentativo o dopo aver studiato i passaggi. 

n ogni caso, ciò che conta è che la progressione non venga mai aiutata artificialmente, mantenendo così intatto il valore tecnico e atletico della prestazione.

 

Bouldering

Il bouldering è invece una specialità che si concentra su un’idea diversa di arrampicata, basata su percorsi brevi ma estremamente intensi dal punto di vista fisico e tecnico. 

Si pratica su massi naturali o su strutture artificiali e, in genere, non supera altezze relativamente contenute, anche se esistono varianti più impegnative chiamate highball. In questa disciplina non si utilizzano corde o imbraghi, perché l’attenzione è tutta rivolta alla risoluzione di una sequenza di movimenti molto concentrata, composta da pochi passaggi ma spesso di altissima difficoltà. 

Il bouldering richiede forza, coordinazione e una notevole capacità di concentrazione, perché ogni movimento deve essere eseguito con precisione per non sprecare energie. Proprio per queste caratteristiche, viene spesso visto come una sorta di laboratorio tecnico del climbing, dove l’atleta lavora sui dettagli del gesto atletico e sulla capacità di affrontare passaggi complessi in spazi ridotti. In Italia ci sono diversi luoghi molto congeniali dove effettuarlo.

 

Arrampicata sportiva

Quando si parla di arrampicata sportiva si fa riferimento a uno stile che utilizza ancoraggi permanenti fissati alla roccia per garantire la sicurezza dell’atleta. 

A differenza dell’arrampicata tradizionale, che prevede protezioni mobili, qui i punti di assicurazione sono già presenti lungo la via. Anche in questo caso, però, l’attrezzatura non serve ad aiutare la progressione, ma solo a proteggere il climber in caso di caduta, motivo per cui l’arrampicata sportiva rientra comunque nel grande ambito dell’arrampicata libera. L’obiettivo non è soltanto raggiungere la cima, ma farlo interpretando la parete con movimenti fluidi ed efficienti, risolvendo passaggi che possono essere molto tecnici e impegnativi. 

Le vie sportive possono svilupparsi su altezze anche notevoli e richiedono resistenza, gestione dello sforzo e una buona capacità di lettura del percorso.

 

Arrampicata indoor

Infine c’è l’arrampicata indoor, che ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione di questo sport, perché ha reso possibile allenarsi e avvicinarsi al climbing anche lontano dagli ambienti naturali. Si pratica in palestre attrezzate con pareti artificiali dotate di appigli e punti di ancoraggio che simulano le situazioni tipiche della roccia. 

 

Queste strutture permettono a principianti ed esperti di lavorare sulle proprie capacità in un ambiente controllato, con corde di sicurezza e materassi progettati per attutire eventuali cadute. 

L’indoor non è solo un’alternativa comoda all’esterno, ma è diventato anche un vero e proprio spazio di formazione, dove si apprendono le tecniche di base e si perfezionano i movimenti. Inoltre, molte competizioni si svolgono proprio su pareti artificiali, a dimostrazione di come l’arrampicata indoor non sia soltanto un supporto all’allenamento, ma una dimensione sportiva completa e riconosciuta.

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