I ridotti e il casinò di Venezia: storia della casa da gioco più antica del mondo

Il casino di Venezia vanta una storia antichissima che lo vede tra le case da gioco più storiche d'Italia e d'Europa.



Durante la Serenissima i “casinò” erano piccole case o stanze, pubbliche o private, chiamate “ridotti”, frequentate da persone di tutti i ceti che si riunivano per “cianciare, giuocare e berteggiare”.

Il Consiglio dei Dieci intervenne molte volte per regolamentare le attività all’interno dei ridotti, punendo le risse e i bari, in modo da mantenere l’ordine e da poterne trarre anche dei guadagni. Nel Settecento si contavano ben 136 fra casini e ridotti.

 

A questi potevano accedere non solo le persone più ricche, ma anche normali cittadini o persone appartenenti ai ceti più bassi. Tra quelli privati, ricordiamo i casini dei mestieri e delle corporazioni – come, per esempio, il casino del commercio a San Marco.

 

ridotti e casino di venezia

 

Il primo a nascere nel 1638, e anche il più importante, è il Ridotto di San Moisè che vantava come cliente fisso Antonio Casanova che descrive le stanze da letto con delle fessure sul muro in cui veniva servita la cena, attraverso le quali non si riusciva a scorgere chi vi fosse e cosa si facesse all’interno. 

 

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La privacy all'interno del ridotto di San Moisè veniva garantita dall’uso diffuso delle baute, tipiche maschere di Venezia usate anche per partecipare a feste, schiamazzi o altro. 

 

Ogni banco da gioco era presieduto da un gentiluomo, che aspettava i giocatori munito di zecchini e ducati. Si giocava in silenzio assoluto al Faraone, alla Bassetta, al Biribissi e ad altri giochi d’azzardo, in cui i partecipanti spendevano i propri averi fino al punto di privarsi degli effetti personali che avevano addosso. Il Governo lo tenne in vita perché rappresentava una delle più ricche fonti di reddito per la Serenissima. Questo durò fino a quando non si rese conto che la nobiltà perdeva ricchezza e diventava politicamente debole: nel 1774, infatti, chiusero i battenti.

 

Il Casinò che abbiamo ai giorni nostri è ospitato all'interno di Palazzo Loredan Vendramin Calergi, brevemente Ca' Vendramin Calergi, un palazzo veneziano, situato nel sestiere di Cannaregio e affacciato sul Canal Grande tra Casa Volpi e Palazzo Marcello, di fronte a Palazzo Belloni Battagia e al Fontego del Megio. Fu la famiglia Loredan a volere la costruzione del palazzo, per il quale ingaggiarono con ogni probabilità l'architetto Mauro Codussi. 

 

 

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Verso il 1940, venne inaugurato il Casinò di Venezia al Lido di Venezia. Negli anni Cinquanta aprì anche la sede del Centro Storico a Ca’ Vendramin Calergi, dove tuttora il Casinò di Venezia ha la sua sede principale.

 

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Nel 1999 la casa da gioco veneziana, Casinò di Venezia Spa, inaugurò la nuova sede del Casinò di Ca' Noghera, la prima sala giochi all'americana in Italia. L'elegante sede si trova sulla terraferma a breve distanza dall'aeroporto di Venezia Tessera.

 

Nei tempi di internet i casinò, i giochi e le scommesse si sono evoluti; creando dei veri e propri casino online con bonus benvenuto, e pertanto anche quello di Venezia è corso ai ripari e ha aperto una sezione in internet con un sito dove si può giocare da casa. 

 

Chi trascorre le proprie serate al Casinò di Venezia può tuffarsi in completa spensieratezza tra le mille Slot machine e i numerosi giochi da tavolo del palcoscenico internazionale del tavolo verde. Con costante aggiornamento e con notevole celerità le due sedi del Casinò propongono sistemi di giochi sempre innovativi e di ultima generazione.

 

Questa è in breve la storia del casino di Venezia. Se ti interessano altre chicche sulla Serenissima, visita la sezione del mio blog dedicata a VENEZIA

 

 

1 commento:

  1. Il fatto che il ridotto di san Moisè sia stato aperto nel 1638. Mi incuriosiva se esiste una data più precisa (mese e giorno) e qualche descrizione dell'evento.

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