sabato 28 aprile 2012

Escursione al rifugio Venezia sul monte Pelmo


2 AGOSTO 2009 

PARTENZA: Passo Staulanza, m 1783
ARRIVO: Rifugio Venezia, m 1946
DISLIVELLO: m. 163


La decisione di passare una domenica in montagna è stata presa durante la serata di un sabato sera a Mestre.
Non si poteva certo partire di primo mattino dato che la serata si è prolungata per le lunghe; così  appena  svegliato la domenica ho fatto una veloce ricerca in internet sui vari itinerari semplici e di breve durata in val zoldana e la scelta è ricaduta sul rifugio Fiume. Dal passo Staulanza solo un'ora e mezza per raggiungere il rifugio.
Partiamo alle nove circa da Mestre e, una volta arrivati in località Pian di Vedoia, come spesso accade,  incontriamo una colonna d'auto lunga ben 3 chilometri! Questo proprio non ci voleva; purtroppo è il prezzo che bisogna pagare quando si parte così tardi.
La coda d'auto prosegue poi fino a Longarone. Per fortuna dopo lo svincolo per la Val Zoldana, la strada si libera completamente e arriviamo senza particolari difficoltà al passo Staulanza ormai a mezzogiorno. Non è certo l'orario ideale per effettuare un'escursione in montagna!
Di fronte al rifugio Staulanza c'è un vasto parco con le varie segnaletiche di legno indicanti tutti i sentieri di varie difficoltà tra cui il nostro che porta al rifugio Fiume.




Iniziamo la salita attraverso il bosco, abbastanza ripida all'inizio, e seguiamo le indicazioni per il rifugio.
Ad un certo punto, dopo una mezz'ora di cammino ci accorgiamo che tutti i cartelli indicano solamente il rifugio Venezia mentre, del “nostro” rifugio Fiume, neppure l'ombra. Forse abbiamo perso qualche segnale per strada? Chiediamo informazioni a qualche escursionista di passaggio e, come temevamo, ci dicono che dovevamo girare molto prima. Pazienza. Decidiamo allora di proseguire per il sentiero 472 e quindi di cambiare la nostra meta: Il rifugio Venezia. Questo significa però un'ora di strada in più. Non ci demoralizziamo e continuiamo ai piedi delle possenti pareti del monte Pelmo  con splendide vedute sul monte Civetta. 




 Ci fermiamo brevemente per il pranzo a sacco dato che sperare di arrivare in rifugio in un orario decente per pranzare sarebbe impossibile. Proseguiamo aggirando in senso antiorario il monte Pelmo, il sentiero è per la maggior parte pianeggiante  con qualche saliscendi tra pascoli. Il paesaggio cambia di continuo, passiamo dalla Val Zoldana con la zona di Palafavera e il Civetta, alla valle del Boite con splendide vedute sul Cadore e sull'Antelao. Attraversiamo anche un piccolo ghiacciaio e finalmente, dopo 3 ore di cammino,  all'orrizzonte appare il rifugio Venezia che si trova a una quota di m. 1946.





Come pensavamo la cucina è già chiusa, rimangono solo gli "avanzi" di una  torta ai mirtilli con panna che assaggiamo ben volentieri e sfruttiamo il tempo a disposizione per ammirare il bellissimo panorama che si gode dalla terrazza. Qui in alto regna una pace incredibile, il giusto e meritato premio dopo una lunga camminata. La maggior parte della gente è già andata via e  la giornata di sole è di quelle che in montagna le conti sulle dita di una mano. Peccato solo di essere arrivati così tardi. 


Il rientro lo effettuiamo attraverso le stesso sentiero e impieghiamo lo stesso tempo dell'andata. Per strada abbiamo modo di incontrare dei cavalli,

delle mucche,


e, oltre alle api (un costante durante tutto il sentiero), anche due vipere! Queste però non le ho fotografate. 
Inoltre a escursione quasi terminata incontriamo finalmente il cartello che indicava la deviazione per il rifugio Fiume! eh si, proprio non l'avevamo visto. Meno male che eravamo in tre!





Arriviamo al passo Staulanza ormai in serata e, prima di cena, ci fermiamo per uno spritz a Pecol. Anche se siamo il due di agosto sembra che la stagione estiva non sia ancora cominciata: solo qualche persona per strada, a quanto pare tutta la gente che era in coda di mattina ha scelto altre località dove passare la giornata. 
Visto che ci troviamo in Val Zoldana per cena è sosta d'obbligo L'Insonnia a Forno di Zoldo: menu a prezzo fisso e specialità locali tipo pastin e polenta a un ottimo prezzo. 
Torniamo a Mestre in tarda serata pensando già alla prossima escursione magari organizzata un po' meglio. Nel complesso questo itinerario è adatto a tutti, il dislivello è minimo, basta solo arrivare di buon mattino e godersi pienamente la giornata in questa splendida area delle Dolomiti.

Vedi anche tutte le mie escursioni in montagna 

6 commenti:

  1. E' un'escursione che abbiamo compiuto diverse volte.Peccato non abbiate visto il cartello per la deviazione.Al rifugio Città di Fiume vi sareste trovati ai piedi del sentiero,in parte attrezzato,non particolarmente difficile,basta essere allenati e prestare attenzione che dalla Val Fiorentina,attraverso la Val d'Arcia e l'omonima forcella,porta in Val Zoldana ed al rifugio Venezia.E parte anche un altro sentiero,molto facile anche se lungo,che,attraverso Forcella Ambrizzola, porta al lago Federa ed al rifugio Palmieri,versante Cortina.Ma anche l'escursione al rifugio Venezia è stata una gran bella soddisfazione.Auguri per la prossima escursione.A proposito,se tornate sul Pelmo,direzione rifugio Venezia,non perdete la breve deviazione,indicata che vi porterà,ai piedi del Pelmetto, dove su un enorme masso,sono state rinvenute numerose e visibili impronte di dinosauri....Ciao

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    1. Ciao Gildo, eh si spero proprio di ritornare sul Pelmo la prossima estate, anzi ci sarebbe ancora tempo per una ciaspolata quest'inverno. grazie per i consigli!

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  2. Ciao Andrea....Buona montagna....E buon divertimento......

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  3. Infatti, luoghi meravigliosi, degni di essere visitati. Il paesaggio è meraviglioso.

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    1. grazie! anche se abbiamo sbagliato itinerario è stato bello lo stesso :))

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