Visitare i Laghi di Fusine in inverno è un’esperienza da fare assolutamente.
Io li ho scoperti in veste invernale durante il nostro weekend di gruppo di dicembre dedicato ai mercatini di Natale in Carinzia, e devo dire che l’atmosfera era completamente diversa rispetto alla mia recente ai laghi di Fusine in autunno.
Questa volta, infatti, ho deciso di fare il giro al contrario, 4 km e 34 metri di dislivello, cambiando prospettiva e lasciandoci sorprendere da scorci nuovi e con una luce differente.
Con il profilo imponente del Mangart che domina l’orizzonte, i laghi in inverno sembrano quasi un paesaggio nordico. Oggi c'è poca neve, ma il minimo indispensabile per dare quel tocco invernale e natalizio.
Come arrivare
I 2 laghi si trovano a pochi chilometri da Tarvisio e si raggiungono tramite una comoda strada asfaltata. In caso di nevicate la strada viene regolarmente pulita, ma è sempre meglio informarsi prima di partire per verificare le condizioni meteo e della viabilità.
Io di solito parcheggio prima del ponticello, poco prima del ristorante Edelweiss, così da iniziare subito il percorso lungo il lago.
La maggior parte della gente, però, lascia la macchina nel grande parcheggio presso il rifugio Sette Nani, alla fine dei laghi. Vedete voi come fare, il giro in ogni caso è lo stesso.
LAGO SUPERIORE
Appena partiti, costeggiamo il lago Superiore tenendolo sulla destra.
Il paesaggio è sempre suggestivo: il bosco si specchia nell’acqua dalle sfumature verde smeraldo, mentre il silenzio, oggi non c'è nessuno perchè giorno infrasettimanale, è rotto solo dal rumore dei nostri passi sulla neve.
Arrivati alla fine del lago, evitiamo la strada asfalta che conduce al grande parcheggio, e iniziamo a salire nel bosco lungo il sentiero che collega i due laghi.
Questo tratto è dolce ma già molto suggestivo: gli alberi creano un corridoio naturale che rende l’atmosfera quasi fiabesca.
LAGO INFERIORE
Raggiungiamo così il Lago Inferiore. Qui svoltiamo a sinistra e rientriamo nel bosco, avvicinandoci gradualmente alla sponda del lago fino ad arrivare al Rifugio Sette Nani.
TORTA SACHER
Il rifugio è aperto in inverno, e decidiamo di fare una sosta veloce. La mia scelta è andata per una Sacher :)
Dal rifugio continuiamo il giro prendendo la traccia che si mantiene più alta rispetto alla “spiaggia” (innevata) ed entra nel bosco.
Questo è il tratto più selvaggio dell’itinerario: il sentiero presenta rocce e molte radici, e con poca neve possono esserci tratti ghiacciati. Importantissimi qui i ramponcini, le ciaspole, invece, sono utili dopo una copiosa nevicata.
Si arriva nella parte superiore del lago, che secondo me è il punto panoramico più bello di tutto il percorso, ideale per fare la foto di gruppo!
Da qui la vista si apre completamente e il Mangart si staglia maestoso all’orizzonte. Se riuscite ad arrivare al tramonto, la luce calda che colora le cime innevate crea uno spettacolo davvero emozionante. Infatti, durante il giorno, con il sole, le pareti rocciose sono in ombra e non si ha una vista ottimale della montagna.
RIENTRO AD ANELLO
Proseguiamo poi lungo un altro sentiero che conduce di nuovo verso il Lago Superiore.
Una volta tornati sulla sponda, teniamo la sinistra e percorriamo tutto il tracciato che completa il giro del lago fino a rientrare al parcheggio. Anche qui non mancano radici e massi, che richiedono un minimo di attenzione.
Se c’è poca neve è importante avere con sé i ramponcini, perché alcuni tratti nel bosco possono diventare scivolosi a causa del ghiaccio. Sono un piccolo accessorio che può fare davvero la differenza in termini di sicurezza.
Indossate inoltre scarponi impermeabili e caldi, vestitevi a strati e non dimenticate guanti e cappello. In inverno qui si è quasi sempre all' ombra, certe zone non vedono mai il sole, e le temperature possono scendere di molto sotto lo zero, soprattutto nel tardo pomeriggio.
Se state programmando un weekend tra mercatini di Natale a Villach o Velden, inserire questa camminata, come abbiamo fatto noi, nel vostro itinerario è un’idea perfetta per vivere la montagna in tutta la sua magia invernale.
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