Il lago del Mis con i Cadini del Brenton e cascata della Soffia

La Valle del Mis con i Cadini del Brenton e la cascata della Soffia, sono stati la meta di questa caldissima domenica di agosto che ha raggiunto punte di 40 gradi in pianura. Alla domanda “Andrea, domani mi porti in montagna?”, ho pensato subito ad un posto vicino casa, circa 1H30 da Mestre, e con una camminata dalla difficoltà pari a zero. E così abbiamo raggiunto, dopo pranzo, il lago del Mis con il suo piccolo paradiso di acque e sorgenti situato all'interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

lago del mis
i cadini del Brenton

Dal parcheggio, prima del ponte sul Mis, verso la fine del lago, imbocchiamo a sinistra un sentiero che, con un breve e suggestivo giro ad anello, porta a visitare uno dei più spettacolari esempi geomorfologico delle Dolomiti Bellunesi : i Cadini del Brenton. Dopo un breve tratto pianeggiante a lato del Giardino Botanico “Campanula Morettiana”, si risale un piccolo colle detritico e si entra a fianco dei salti terminali che il Brenton compie prima di immettersi nel fondovalle del Mis, formando varie pozze con cascatelle e acque cristalline.

cadini del brenton lago del mis cascata delle soffia
una serie di pozze dalle acque cristalline

cadini del brenton lago del mis cascata delle soffia


lago del mis

Molti torrenti che scorrono in letti rocciosi di natura calcareo-dolomitica presentano particolari forme di erosione e paesaggi peculari, ma una successione di “marmitte di evorsione” così numerose e ben conformate come quella dei Cadini del Brenton è davvero unica e spettacolare. La combinazione di una giusta pendenza ed inclinazione e gli strati con una giusta e relativamente costante portata idrica ha fatto si che si formasse questo autentico monumento naturale. 

NB. Da vari anni c'è il divieto assoluto di fare il bagno o tuffarsi, ma dalle foto qui sotto si vede che non è molto seguito. 

cadini del brenton lago del mis cascata delle soffia

cadini del brenton lago del mis cascata delle soffia

Chiuso l'anello attorno ai Cadini del Brenton, rientriamo per il percorso di andata.

Prossima meta: cascata della Soffia.
Ritornati sul ponte sul Mis, passiamo davanti al bar alla Soffia e proseguiamo in piano per un centinaio di metri fino a poca distanza dalla confluenza della Val Soffia nella valle del Mis. Saliamo a sinistra i pochi metri di dislivello che separano il fondovalle della cascata che l'impetuoso torrente forma prima di sbucare sulla sottostante piana alluvionale.

cadini del brenton lago del mis cascata delle soffia

Il sentiero si snoda attraverso un bosco di carpino nero e orniello ed è attrezzato con passerelle e terrazzi a sbalzo,che permettono di apprezzare da vicino la forza della cascata e il suo boato, da cui il torrente stesso ha preso il nome. Qui respiriamo tutta l'aria fresca che stavamo cercando!

cadini del brenton lago del mis cascata delle soffia
cascata della Soffia

lago del mis

I brevi itinerari dei Cadini del Brenton e della Soffia sono abbastanza vicini da poter essere percorsi in un'unica escursione senza soluzione di continuità.

cadini del brenton lago del mis cascata delle soffia
relax in spiaggia
Concludiamo il pomeriggio nella piccola spiaggia situata nella parte centrale del lago, con piccolo bar e parcheggio, il modo ideale per fare un pieno di aria pura e fresca e ritornare poi in pianura.

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Commenti

  1. Um bom final de semana pra vc
    E elogios pelas belas postagens!

    É que tem dias que a gente só deseja encontrar alguém disposto a ouvir as batidas do nosso coração.

    (Scheilla Lobato).

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  2. Ah, che bel refrigerio! Ma perché è vietato fare il bagno? E' pericoloso?

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  3. ciao Andrea, non scrivi in che giorno sei stato. Garantisco che, da ben 3 anni, nei periodi "più caldi" e a rischio che le persone entrino ai Cadini, dove c'è non solo il divieto di balneazione e quello di uscire dal sentiero, finché c'eravamo noi guide a fare sorveglianza e a dare informazioni sui Cadini stessi, di persone dentro non ce n'erano. C'erano anche i Carabinieri Forestali che passavano e, se avessero trovato qualcuno, ci sarebbero state sonore sanzioni. Ovviamente, né noi guide, né i Forestali possiamo esser sempre lì, quindi qualche derelitto furbetto scappa sempre... ma garantisco che, nella maggior parte del tempo, i Cadini sono stati liberi e belli, da vedere e fotografare comodamente dal sentiero! Viva viva la natura e viva ancor di più le persone che la rispettano!

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