Camminando in alcune località delle Dolomiti, come San Vigilio di Marebbe, può capitare di sentire persone parlare una lingua che, a un primo ascolto, sembra completamente diversa dall’italiano. Lo stesso accade ad Arabba, in Val Badia e in Val di Fassa: si tratta del ladino, una lingua neolatina appartenente alla stessa famiglia dell’italiano, del francese e dello spagnolo.

CHI SONO I LADINI?

La storia dei ladini affonda le sue radici in tempi molto antichi. Il ladino nasce infatti dall’incontro tra la lingua dei Reti, popolazione che abitava le Dolomiti prima dell’arrivo dei Romani, e il latino introdotto dopo la conquista delle Alpi nel I secolo d.C.

Pur non essendo mai esistita una vera e propria Ladinia come Stato indipendente, in passato le popolazioni ladine erano diffuse su un territorio molto più ampio di quello attuale, esteso dalle Alpi svizzere fino alle rive dell’Adriatico.


 


Tra le tantissime destinazioni da sogno che le persone ambiscono a visitare, le Maldive sono forse uno dei luoghi più ammirati da lontano. Quando si pensa alle Maldive, la prima immagine che viene in mente è quasi sempre la stessa: un mare turchese e al tempo stesso cristallino, sabbia bianca e bungalow sospesi sulla laguna.

 

Un'immagine che è reale, certo, ma che racconta soltanto una parte di questo arcipelago, una parte quasi stereotipata e accentuata da un racconto decisamente popolare.

 

Oltre alle spiagge da cartolina esistono infatti città, isole abitate, mercati, tradizioni e un ambiente che offre ancora spunti da esplorare.


cosa vedere alle maldive

Una facile escursione vicino al lago di Carezza, su sentieri panoramici e di breve durata.

Questo è stato il tema della mia camminata in Val d'Ega, ai piedi del Catinaccio. Una camminata di settembre caratterizzata dal meteo grigio,  di 11 km e 300 metri di dislivello, ammirando alcuni dei paesaggi più belli delle Dolomiti.

 


 

Tra le escursioni più affascinanti e insolite delle Dolomiti, il percorso attraverso il Labirinto del Latemar merita sicuramente un posto nella vostra lista. 

 

L’itinerario che vi propongo è un semi-anello di circa 9 km, con 198 metri di dislivello in salita e 400 metri in discesa, che parte dal Passo Costalunga e termina al suggestivo Lago di Carezza. Per il rientro, è possibile utilizzare comodamente il bus di linea.


Chi arriva in auto, invece, può optare per l’anello completo, che riporta al punto di partenza con un percorso di 13 km e circa 500 metri di dislivello complessivo.  

 

labirinto del latemar

L'esplorazione degli ambienti montani su due ruote costituisce una delle pratiche all'aria aperta più appaganti per chi desidera immergersi nella natura incontaminata, unendo l'impegno fisico alla scoperta di scorci panoramici spettacolari. 

 

Dalle vallate dolomitiche attraversate da strade militari storiche fino ai valichi alpini resi celebri dalle grandi competizioni ciclistiche, le vette offrono una varietà straordinaria di terreni e dislivelli capaci di mettere alla prova la resistenza atletica e l'abilità tecnica di chi pedala. 

 

La buona riuscita di un'escursione in alta quota dipende però in misura determinante dalla sintonia tra le caratteristiche morfologiche del tracciato e le qualità meccaniche del mezzo impiegato, poiché affrontare salite sconnesse, fondi ghiaiosi o lunghe discese asfaltate richiede geometrie, rapporti di trasmissione e coperture radicalmente differenti.

 

itinerari in bici

 

Ho recentemente partecipato a un’escursione al Lago Nambino a Madonna di Campiglio organizzata dalle guide di Experience Val di Sole, un gruppo di accompagnatori di media montagna molto conosciuto in Val di Sole per il suo programma settimanale di escursioni in Val di Sole e Campiglio. 

 

Nelle varie attività ci sono percorsi per ogni livello di esperienza, e io ho scelto di unirmi al facile giro del Lago Nambino, con sosta pranzo alla Malga Ritorto. Si tratta di un giro ad anello di 10 km, 190 metri di dislivello e 2H45 di cammino.

lago nambino come arrivare

La Val Fiorentina, con le suggestive località di Selva di Cadore e Colle Santa Lucia, è una delle valli "segrete" assolutamente da vedere sulle Dolomiti, durante una vacanza in estate.

Siamo sulle Dolomiti Bellunesi, in Agordino, in un territorio quasi sospeso tra i giganti dolomitici di Pelmo e Civetta. 

 

Dimenticate le località più alla moda come Canazei, Madonna di Campiglio, San Candido o la vicina Cortina d'Ampezzo. La Val Fiorentina è diversa. Qui si viene principalmente per vivere una vacanza nella natura ancora autentica, lontano da vetrine firmate, negozi, servizi e rifugi di design.

Per arrivare consiglio assolutamente la macchina. I mezzi pubblici (autobus da Belluno) sono lenti e non molto frequenti.


Selva di Cadore e Colle Santa Lucia sono le due principali località della valle. Anche se la seconda non fa propriamente parte della Val Fiorentina, per me è talmente vicina che la considero quasi un tutt'uno. D’altronde, quando si  in vacanza non si  fa distinzioni tra confini comunali e territoriali.

Tutto questo perchè tra i due paesi passava l'antico confine tra Impero Austriaco e Repubblica di Venezia: Colle Santa Lucia era sotto il Tirolo e lo si può notare ancora dalla sua chiesa e da alcune facciate delle case. Una situazione che rimase fino alla fine della Grande Guerra. 

 

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La Val Fiorentina è una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

Se vuoi partecipare alle prossime uscite, puoi:  iscriverti al canale Whatsapp Montagna di Viaggi, visitare la sezione ESCURSIONI DI GRUPPO del blog, oppure mandarmi una mail a andreapizzato76@gmail.com

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val fiorentina selva di cadore colle santa lucia cosa vedere
Selva di Cadore, credits Garnì La Stua

L'escursione al Santuario della Madonna della Corona, partendo a piedi da Brentino, è tra le più suggestive da fare nella zona del Lago di Garda e del Veneto.

 

Dal paese si segue il Sentiero della Speranza, un percorso affascinante che si snoda nel bosco superando 1.500 gradini e un dislivello di 600 metri. In circa 2 ore di cammino immersi nella natura, si raggiunge questo luogo di pace e spiritualità, incastonato nella roccia.


NB. Se non volete fare tutti i gradini, potete seguire il mio itinerario da Spiazzi attorno ai vari sentieri del paese e poi scendere alla Madonna della Corona. QUI la descrizione.

Fino a pochi anni fa questo era l'unico modo per arrivare quassù. Si camminava per ore in pellegrinaggio e in preghiera, poi, con la costruzione della strada che passa per Spiazzi, è diventato tutto più semplice: comitive, auto, moto e chi più ne ha più ne metta, possono arrivare in questo luogo magico, sospeso tra montagna e cielo.

 

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Il Santuario della Madonna della Corona è una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

Se vuoi partecipare alle prossime uscite, puoi:  iscriverti al canale Whatsapp Montagna di Viaggi, visitare la sezione ESCURSIONI DI GRUPPO del blog, oppure mandarmi una mail a andreapizzato76@gmail.com

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santuario madonna della corona a piedi