I nizioleti di Venezia: cosa raccontano, storia e curiosità

Uno degli itinerari più curiosi da fare a Venezia è quello che conduce alla scoperta della sua toponomastica e dei suoi nizioleti: letteralmente lenzuolini, ovvero targhe con i toponimi di Venezia. Ce ne sono tantissimi di curiosi!


In questa città, ad esempio, il nome “via” diventa calle, callesela, calletta o ramo; la piazza è il campo, campiello; il canale è il rio e le rive che lo delimitano fondamenta.

 

nizioleti venezia

 

Di sicuro durante la vostra camminata per Venezia troverete questi nomi. Con il post di oggi cervherò di spiegarvi per bene tutto.


CALLI, SALIZADE E RUGHE

Le calli sono strade, vie e vicoli di Venezia. Le più piccole (strette) sono dette callette o calleselle, le più grandi (larghe) calli larghe. A Venezia ce ne sono circa 3000. Le principali sono anche chiamate salizade e furono le prime a essere pavimentate in selciato grigio. Le calli larghe e ricche di attività commerciali sono denominate rughe.


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FONDACO

Il fondaco è un edificio o un complesso di edifici, che in epoca medioevale costituiva l'abitazione, il luogo di lavoro, il magazzino e il ricovero dei mezzi e dei materiali dei mercanti. 

Come avvenne anche in altre Repubbliche marinare, a Venezia alcuni spazi furono destinati a ospitare i fondaci stranieri dove oltre ai magazzini avevano sede gli alloggi.

A Rialto c'è ancora il fondaco dei tedeschi, nei pressi di San Stae quello dei turchi


FONDAMENTA

Per fondamenta a Venezia si intendono le strade che costeggiano i canali o i rii cittadini. Le più importanti si trovano a Cannareggio e alle Zattere

 

PIAZZE, CAMPI E CORTI

A Venezia ci sono tanti campi ma una sola piazza: Piazza San Marco.

Un tempo infatti questa era l'unica pavimentata con i masegni (ovvero masselli di trachite euganea), a differenza dei campi o campielli che erano ricoperti di erba come lo spazio che c'è ancora oggi davanti alla chiesa di San Pietro.

Le piazzette chiuse da edifici e con una sola via di accesso si chiamano corti.


RII (E RIELLI), CANALI E RIVE

I primi sono i corsi d'acqua (naturali e artificiali) del centro storico di Venezia, che separano le varie insule su cui è costruita la città e sono navigabili con piccole imbarcazioni; i più piccoli sono chiamati rielli.

I secondi, invece, sono le arterie principali del traffico acqueo e in città sono solo tre : il Canal Grande, il Canale della Giudecca e il Canale di Cannaregio. 

 

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Allo stesso modo sono chiamati i percorsi naturali che attraversano le altre isole e paludi della laguna.

Gli approdi lungo le sponde dei canali si chiamano rive.


SOTOPORTEGHI E PORTEGHI

I primi sono passaggi tra le calli ricavati eliminando porzioni di case, per unire i campi alle fondamenta o consentire l'accesso alle corti o direttamente a una riva.

Il portego è il locale di passaggio che unisce la porta d'acqua (cioè sull'acqua) con quella in un palazzo veneziano

 

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NUMERAZIONE CIVICA

Non è ripartita strada per strada ma è progressiva e distribuita in sette grandi zone: i sei sestieri più l'isola della Giudecca.

La numerazione a insulario deriva dal vecchio sistema civico austriaco, introdotto per la prima volta nel 1786 da Giuseppe II a Milano e poi applicato a Venezia


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I NIZIOLETI PIU' CURIOSI

Ed eccoci ai nizioleti, ovvero le targhe con le indicazioni toponomastiche di Venezia, sono tante e fantasiose: sottolineatele nella vostra mappa, annotatele in un quadernetto e prima o poi vi serviranno a costruire percorsi di senso tra echi di vicende lontane, personaggi illustri (non molti) e nomi di santi, uomini e donne realmente vissuti o leggendari (malcontente, zitelle, donne oneste..), comunità straniere presenti nella repubblica (albanesi, armeni, greci, turchi....) mestieri (fabbri, boteri, baratteri...), cognomi di famiglie nobili e tanti altri indizi e suggestioni. 

 

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Tra questi per esempio il Sotoportego della Scrimia, vicino a Calle dei Boteri, a San Polo, racconta che nel 1700 qui c'era una famosa scuola di scherma, aperta da un maestro d'armi che prima era stato accusato dalla Serenissima di avere preso parte a qualche fattaccio di sangue e poi invece era stato perdonato.


Sempre a San Polo, ci sono le Fondamenta de la Stua, ossia della stufa, termine con il quale al tempo della Serenissima si indicavano gli “istituti di bellezza”, dotati di bagni turchi, manicure e massaggi per le mercantesse d'amore, che però non mancavano di essere anche luoghi di incontri clandestini.


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A Castello, invece, c'è la Calle de le Rasse, perchè qui venivano venduti i panni di lana provenienti da Rascia, l'attuale Serbia.

Meno morbida la suggestione esercitata dal Ponte dei Squartai (ai Tolentini, sul Rio del Gaffaro, sempre a Castello), in cui venivano esposti i ”quarti”dei condannati per atroci delitti; dopo aver subito l'amputazione delle mani e poi il taglio della testa nella ghigliottina tra le due colonne di San Marco, il corpo del condannato veniva infatti smembrato dal boia in quattro parti da esporre alla folla. 

Questa fu ad esempio la pena comminata al luganegher (salumiere) ricordata dall'omonima calle nei pressi di riva di Biasio a Santa Croce, sul Canal Grande. Qui infatti un luganegher preparava un piatto tipico di carne veneziano, impastando carne di maiale con carne di bambini. 

Vedi: Venezia segreta e insolita

 

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La Calle dei Assassini o Rio tera' dei Assassini deriva il suo nome dal fatto che, essendo stato un luogo dove era facile tendere un agguato (angoli bui e poche vie di fuga), ladri e assassini vi si nascondevano in attesa delle loro vittime.


Nel sestiere di Dorsoduro c'è il Ponte dei Pugni, sulla cui piazzola potete vedere ancora oggi le orme di marmo a indicare la posizione dei piedi dei contendenti e a ricordare gli scontri tra i nicolotti, pescatori della zona nord e i castellani, carpenteri della zona sud.

Vedi anche il post dedicato ai ponti di Venezia

 

ponte dei pugni

 

E ancora nel sestiere di San Polo troverete il Ponte delle Tette e il rio terà de le Carapmane, termine divenuto in seguito sinonimo di prostitute, indica la Ca' Ramponi, la casa della famiglia nobiliare che possedeva vari edifici in cui risiedevano molte meretrici, costrette ad esporsi su porte e balconi in modo “scoperto”.

 

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E si potrebbe andare avanti ancora per molto, anzi moltissimo!! Sta a voi a scoprire tutti gli altri guardando sui bianchi nizioleti :))


VEDI ANCHE:

Cosa vedere a Venezia in un giorno

Cosa vedere a Venezia in due giorni


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Per maggiori informazioni su Venezia e laguna, visitate la sezione del blog dedicata a VENEZIA

 

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