Un itinerario estivo tra le Alpi italiane

Le destinazioni alpine italiane in estate si dividono tra quelle che conoscono tutti e quelle che valgono altrettanto senza la stessa fama. 

Le Dolomiti aprono la lista delle più note: Cortina d'Ampezzo e le Tre Cime di Lavaredo si prendono la maggior parte delle fotografie. Ma diverse vallate meno frequentate offrono la stessa quota, la stessa rete di rifugi e una frazione della folla di agosto. 

 

Un viaggio che ne mette in fila tre nell'arco di sei o sette giorni offre un'estate in montagna diversa dal classico soggiorno fisso in un'unica località.

 

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Madonna di Campiglio e le Dolomiti di Brenta

Madonna di Campiglio sorge al margine occidentale del mondo dolomitico, con il gruppo di Brenta che si alza subito sopra il paese. La rete di valli intorno a Vallesinella, Tuckett e ai rifugi delle Dolomiti di Brenta permette agli escursionisti più giorni di percorsi in quota senza mai ripetere un sentiero. Le celebri ferrate delle Bocchette attraversano questo terreno, ma la maggior parte dei sentieri circostanti si percorre senza attrezzatura alpinistica. Per inquadrare meglio come il Brenta e le altre principali mete delle Dolomiti si collocano nel territorio, una panoramica della zona aiuta a orientarsi.

 

La storia turistica del paese parte dal 1868, quando aprì il primo hotel dove sorgeva un antico ospizio monastico, e accelerò negli anni '80 e '90 dell'Ottocento con il patrocinio della corte asburgica. La principessa Sissi e l'imperatore Francesco Giuseppe vi soggiornarono entrambi in quei decenni. Lo si vede ancora oggi. Gli hotel danno sulle funivie e sulla piazza, i ristoranti restano aperti fino a tardi, e il ritmo è più vicino a quello di una stazione alpina mitteleuropea che a un tipico paese di montagna italiano.

 

Lago di Braies e le valli intorno

Due valli più a est, il Lago di Braies è diventato un fenomeno a sé su Instagram, ma i sentieri dietro al lago tornano tranquilli verso metà pomeriggio, quando i visitatori in giornata se ne sono andati. Il giro della Croda del Becco e i percorsi verso il Rifugio Biella offrono quel tipo di pareti dolomitiche e quel silenzio che le fotografie del lago lasciano intuire.

 

Pernottare a Dobbiaco o Villabassa anziché direttamente al lago dà accesso a una rete di sentieri più ampia, compresa la ciclabile di fondovalle della Val Pusteria nei giorni di riposo. La combinazione di percorsi in quota raggiungibili senza troppi spostamenti e alternative più dolci a quote più basse è inusuale: nella maggior parte delle località dolomitiche tocca scegliere tra fatica e recupero.

 

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Alta Badia e l'Alta Via 2

Ancora più a est, l'Alta Badia si adagia in un'alta valle cinta dal massiccio del Sella, dal ghiacciaio della Marmolada e dal gruppo del Puez-Odle. L'Alta Via 2 attraversa qui il massiccio del Sella nel suo percorso lungo le Dolomiti, mentre anelli più brevi collegano l'Alta Badia alla Val Gardena e alla Val di Fassa attraverso i passi circostanti. La rete di sentieri si presta a chi cerca un percorso a tappe senza dover organizzare la logistica per conto proprio.

 

I paesi ladini di Corvara, La Villa e San Cassiano si trovano alla base. Ognuno ha la stessa combinazione di camminate di giorno e una cultura serale tranquilla: la cena si protrae a lungo, i paesi si percorrono a piedi, e il ritmo rallenta quando gli impianti chiudono. La quota di visitatori stranieri qui è tra le più alte delle Alpi italiane, con le statistiche sul turismo internazionale della Banca d'Italia che documentano la spesa proveniente dall'estero nelle regioni montane del Nord attraverso il monitoraggio trimestrale della bilancia dei pagamenti.

 

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Cosa succede quando chiudono gli impianti

Le ore serali, dopo cena, sono sempre state parte di come si svolge davvero una vacanza in montagna in Italia. Visite alla spa, conversazioni nei bar degli hotel, passeggiate lente per i piccoli centri storici. Quello che è cambiato nell'ultimo decennio è il ruolo dello smartphone in quelle ore. Dopo cena si dedica del tempo a controllare le previsioni del giorno dopo, a confrontare il profilo altimetrico del percorso previsto, a leggere note dalle guide, oppure a scorrere contenuti del tutto scollegati per staccare la testa.

 

I siti di confronto e gli aggregatori sono entrati a far parte di questo ritmo. Si consultano le recensioni invece di fidarsi di un'unica fonte, che si tratti di attrezzatura, ristoranti, hotel o piattaforme come kasiinoguru che raccolgono proposte di intrattenimento online nei mercati locali. Le lunghe serate nelle vallate alpine lasciano più spazio a questo tipo di abitudine rispetto alla maggior parte degli altri formati di viaggio.

 

Logistica e periodi migliori per partire

Un itinerario che collega Madonna di Campiglio, Braies e l'Alta Badia funziona bene in sei o sette notti, con due notti per ciascuna base e giornate di spostamento in mezzo. Treni e autobus coprono buona parte del percorso, ma l'auto a noleggio dà più flessibilità per partire presto la mattina e raggiungere gli attacchi dei sentieri.

 

Le stagioni intermedie, fine giugno e inizio settembre, offrono il miglior equilibrio tra rifugi aperti, passi accessibili e affollamento ridotto. Meglio evitare metà agosto, a meno che il viaggio non sia costruito intorno a eventi culturali specifici: i sentieri si riempiono in fretta e le prenotazioni nei rifugi vanno fatte con mesi di anticipo.

 

Le tre destinazioni insieme rafforzano le ragioni per scegliere le Alpi italiane più di quanto faccia ciascuna di loro da sola. Le Dolomiti non sono un unico paesaggio ma una rete di valli con ritmi propri, e un itinerario che ne attraversa più d'una premia la pazienza che queste montagne chiedono a chi le visita.

 

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