Tra le varie camminate da fare sull'Altopiano dei 7 Comuni, la piana di Marcesina con l'Aquila di Vaia è senza dubbio una delle più suggestive.
In vista di una mia escursione di gruppo in programma a fine mese, ho deciso di effettuare un sopralluogo alla piana di Marcesina, lungo un itinerario che permette di unire natura, storia e panorami.
La meta principale è l'Aquila di Vaia, ma il percorso permette anche di camminare sullo storico Sentiero dei Cippi della Serenissima, antica linea di confine tra la Repubblica di Venezia e impero austroungarico.
Alla fine, con alcune modifiche e varianti a cause di sentieri coperti da erba alta e rovi, è uscito un semianello di 15 km e 380 metri di dislivello.
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L'altopiano di Asiago è una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.
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RIFUGIO VALMARON
Effettuo qusta escursione in una giornata caldissima di agosto. La piana di Marcesina è conosciuta per le sue basse temperature invernali (record di -35), oggi, invece, nemmeno l'ombra di questo fresco. Ombra che non troverete durante la camminata perchè non ci sono alberi e i pochi sono caduti durante Vaia. Portate quindi un cappello, crema solare e acqua.
Parto nei pressi del Rifugio Valmaron, raggiungibile con la strada a tornanti da Enego, dove trovo un ampio parcheggio.
Da qui mi dirigo verso destra fino a raggiungere l'imbocco della stradina sterrata che si collega al Sentiero dei Cippi della Serenissima.
SENTIERO DEI CIPPI
I cippi che si dovrebbero incontrare lungo il percorso raccontano una storia particolare.
Furono voluti dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria per segnare con maggiore precisione il confine tra il territorio tirolese e quello della Repubblica di Venezia, dopo i continui litigi e le controversie per la definizione dei rispettivi territori.
Ho scritto dovrebbero perchè non sono ben segnalati e sono coperti dalla vegetazione. Davvero un peccato.
Il sentiero sale gradualmente accanto a una malga, attraversando un ambiente aperto e soleggiato. La salita non è particolarmente impegnativa e permette di dare un ultimo sgaurdo alla zona di Valmaron e Enego 2000 con sullo sfondo il Monte Lisser (dove c'è l'omonimo forte della Grande Guerra) fino a raggiungere il Passo della Forcellona.
PASSO DELLA FORCELLONA
Da qui il panorama cambia completamente.
Davanti a me si apre la Piana di Marcesina, una grande distesa di prati e pascoli circondata dalle montagne più alte dell'altopiano.
Dal passo vado a destra e continuo a seguire il Sentiero dei Cippi. Inizio a scendere fino a raggiungere la strada.
Qui la traccia storica diventa meno evidente e scompare in parte tra la vegetazione. Per questo motivo proseguo lungo la strada asfaltata, passando accanto a Malga Val Coperta di Sotto.
Poco più avanti ritrovo sulla destra la traccia del Sentiero dei Cippi e torno a seguirla, costeggiando un recinto spinato fino ad arrivare nuovamente alla strada asfaltata.
In questo punto manca purtroppo un cancello o un passaggio dedicato e devo passare sotto il filo del recinto.
GRIGNO
Da qui entro in Trentino e incontro il cartello che dà il benvenuto a Grigno.
È curioso pensare a come, dopo aver seguito per buona parte del percorso un'antica linea di confine, ci si trovi ancora oggi a passare da una regione all'altra seguendo tracce e segni che raccontano la storia del territorio.
Poco dopo il cartello individuo la traccia che abbandona la strada e conduce al piccolo parcheggio dell'Aquila di Vaia. Da qui, con una breve salita, raggiungo la grande scultura in legno realizzata da Marco Martalar utilizzando gli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia.
AQUILA DI VAIA
L'Aquila di Vaia è davvero bella, non imponente come il Drago, ma davvero suggestiva.
Mi fermo ad ammirarla e, soprattutto, a godermi il panorama: davanti a me si apre una splendida vista verso il Lagorai, con Cima d'Asta, e sulla Piana di Marcesina. È sicuramente uno dei momenti più belli dell'escursione.
Riprendo quindi brevemente il sentiero di prima e svolto a destra, raggiungendo il Rifugio Barricata.
RIFUGIO BARRICATA
La mia intenzione iniziale era quella di completare un vero e proprio anello, ma dopo il rifugio trovo il sentiero coperto da rovi ed ortiche Per l'escursione di gruppo dovrò quindi fare delle modifiche al tracciato e fare un semianello.
Decido così di rientrare seguendo il sentiero dell'andata fino al cartello di Grigno.
Questa volta proseguo lungo la strada asfaltata in direzione dell'ex Albergo Marcesina. Poco prima, sulla destra, è possibile fare una breve deviazione per raggiungere la Chiesetta di San Lorenzo.
EX ALBERGO MARCESINA
Dall'ex albergo lascio la strada e prendo a sinistra un sentiero che attraversa la Piana di Marcesina.
Cammino tra i pascoli, con ampie vedute sulle montagne dell'Altopiano di Asiago tra tutti Castelgomberto nella zona delle Melette, fino ad affrontare l'ultimo breve, ma ripido, tratto in salita che mi riporta al Passo della Forcellona.
Da qui non mi resta che seguire in discesa nuovamente il percorso dell'andata fino al Rifugio Valmaron.
È stato un sopralluogo molto positivo per preparare la mia prossima uscta di gruppo, ma anche una bella occasione per conoscere meglio questo angolo di montagna tra Veneto e Trentino.
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Escursioni altopiano di Asiago
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