La storia della popolazione della Valle di Ledro in Boemia durante la prima guerra mondiale

La Valle di Ledro, assieme alle località di Riva del Garda e Torbole, sul lago di Garda Trentino, è sempre stata terra di passaggio e facile accesso alle terre trentine.

All'inizio del XX secolo la Valle di Ledro faceva parte dell'impero austroungarico di Francesco Giuseppe I d'Austria, vicinissima, però al Regno d'Italia.

Con il post di oggi non vi racconterò di escursioni da fare tra trincee e postazioni di guerra, ma della storia della popolazione civile che si è trovata in prima linea con lo scoppio della prima guerra mondiale.


LA VALLE ALLA VIGILIA DELL'ESILIO

Questa situazione, infatti, comportava un evidente pericolo per tutta la gente della valle.

A causa di questa pericolosità giunse l’obbligo per gli abitanti di abbandonare le proprie case per una destinazione sconosciuta. La mattina del 22 maggio 1915 la popolazione ledrense trovò davanti alle abitazioni la notifica dell’Imperial Regio Capitano di Riva che ordinava l'immediata evacuazione da effettuarsi in 24 ore.
Gli uomini in età di leva, tra i 21 e i 42 anni, invece, erano già partiti per il fronte nel 1914.

 

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credits Natitrentino
 

 

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DISPONGONO L'EVACUAZIONE

Nessuno aveva idea di quale fosse la destinazione. Le uniche informazioni che furono date erano quelle di portare l’approvvigionamento solo per qualche giorno.

Questo vero e proprio esodo di massa coinvolse in totale circa 75.000 persone che da tutto il Trentino furono spostate nelle regioni interne dell’Impero: Austria, Moravia, Boemia; regioni per loro lontane, di lingue e culture diverse. Di queste persone, 11.400 circa, provenienti in prevalenza dalla valle di Ledro, arrivarono in Boemia. 

 

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Dal volume ‘ BOEMIA L’esodo della Valle di Ledro ’15-19

BOEMIA 

Così, senza mezzi economici e senza conoscere la lingua locale, i ledrensi dovettero iniziare una nuova vita combattendo, almeno all’inizio, contro un terribile nemico: la fame

I profughi non vennero sistemati in baracche (cosa che invece successe a coloro che finirono nelle cosiddette "case di legno"), bensì affidati ai capi comuni che avrebbero provveduto alla loro collocazione nei centri abitati. L'accoglienza della popolazione fu più accogliente e generosa rispetto a quella subita da coloro che vennero internati a Katzenau, Branau e Mittendorf (nelle quali erano etichettati con un solenne "porco italiano").


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Dal volume ‘ BOEMIA L’esodo della Valle di Ledro ’15-19


Così facendo i ledrensi conquistarono la fiducia delle popolazioni locali, impararono la lingua e si instaurarono rapporti di grande amicizia che, una volta tornati in valle, sopravvissero al tempo e alla distanza.

 

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 Dal volume ‘ BOEMIA L’esodo della Valle di Ledro ’15-19

SI TORNA A CASA

Terminata la guerra, dopo quasi quattro anni di lontananza, tra la fine del 1918 e i primi mesi del 1919, i ledrensi poterono tornare in valle che non apparteneva più all'Austria ma bensì al Regno d'Italia. Non fu semplice separarsi dagli amici boemi e soprattutto dai tanti cari che, non sopravvissuti a questa tragica esperienza, vennero sepolti nei cimiteri delle terre d’esilio.

Prima di partire la musica venne a salutare i profughi ledrensi e si fecero gli ultimi balli davanti alla stazione. 

 

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credits Ladigetto

 

Le partenze avvennero a scaglioni e una volta giunti in Italia, non ci fu subito la valle ad accoglierli. L'inverno, le distruzioni operate dai bombardamenti e dai saccheggi, l'impossibilità d disporre di qualsiasi aiuto, avevano reso impraticabile il sogno di mettere subito piede nei vari paesi. Il rientro fu certamente emozionante e inaspettato ma alquanto traumatico.

Ai ledrensi non restò altro che iniziare nuovamente da capo, con nuova forza e grande dignità, per ricominciare a vivere normalmente.


AI GIORNI NOSTRI

Se pensate che questi fatti riguardino solo un passato lontano, vi sbagliate. Il legame tra il Lago di Ledro e la Boemia è così forte che dura ancora ai giorni nostri. Lo si può notare da alcuni nomi delle strade, dalla gastronomia e da un patto di gemellaggio tra i comuni della valle di Ledro e 8 comuni cechi.

Ma è sulla gastronomia che questo legame si sente di più. Nel corso della guerra le donne trentine impararono a cucinare alcune specialità boeme, che sono entrate a far parte della tradizione odierna della Valle di Ledro. Tra queste abbiamo il gnocco boemo, una gustosa ricetta appresa in Boemia e Moravia.

Non tutti i ristoranti, però, lo preparano. Chiedete all'APT oppure recatevi dove sono andato io, al ristorante La Maggiorina, specializzato proprio in gnocchi boemi.

 

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Troviamo sapori boemi anche nel piccolo birrificio Leder di Pieve di Ledro. Il birrificio nasce grazie al giovane mastro birraio Fabrizio e alla sua passione per l’homebrewing.

Alcune birre si ispirano alla tradizione delle birre ceche, proprio per il motivo che vi ho raccontato prima. Negli anni trascorsi in Boemia le donne impararono anche a fare la birra in casa. Una volta tornate in Valle di Ledro iniziarono a produrre la birra artigianale, coltivando i cereali e utilizzando il luppolo selvatico raccolto lungo i torrenti.

Vi consiglio di prenotare la vostra degustazione in anticipo e di assisere al filanto dimostrativo che racconta   la storia del birrificio e della popolazione della Valle di Ledro in Boemia.

 

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Inoltre, se passeggiate per il centro dei paesi che compongono la Valle di Ledro, potrete vedere nomi che ricordano i comuni boemi nei quali la popolazione ledrense fu evacuata. A ciascuno di questi 8 comuni cechi è stata dedicata una strada, una piazza o una targa. 

Da non perdere il museo Garibaldino e della Grande Guerra di Bezzecca, e l'ossario con le trincee sempre a Bezzecca.

 

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Sono sempre dell'idea che per vivere nei migliori dei modi una vacanza bisogna scoprire la storia e le tradizioni del posto. Spero pertanto che, con il post di oggi sulla Valle di Ledro, di essere stato d'aiuto a chi si appresta a passare per la prima volta un soggiorno in questo bellissimo angolo di Trentino.

 

VEDI ANCHE:

La sezione del blog dedicata alla GRANDE GUERRA

I migliori itinerari a tema Grande Guerra

Cosa vedere in Valle di Ledro


6 commenti:

  1. Che bel post! La storia legata ai nostri territori, bellissima da conoscere! Grazie Andrea!

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  2. Che post interessante. E' bello conoscere la storia legata ai nostri meravigliosi luoghi. Grazie.

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  3. grazie, sono molto interessata alla storia che hai raccontato perchè è la storia che ha vissuto la mia nonna materna e la sua famiglia nata e cresciuta a Riva.
    Mi piacerebbe sapere se esistono archivi al riguardo.
    grazie ancora
    Loredana

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    1. grazie! dovresti sentire l'APT, di sicuro ti sapranno aiutare

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