Dal Pian del Cheserle al Rifugio Lancia e Monte Testo per Malga Zocchi

Tra le escursioni a tema Grande Guerra più interessanti da fare in Trentino abbiamo il Monte Testo e rifugio Lancia in Vallarsa, nei pressi di Rovereto.


Siamo nel gruppo del Pasubio, uno dei campi di battaglia più importanti del fronte italo-austriaco. Qui si combatté la più lunga guerra di mine di tutto il fronte europeo. Al termine del conflitto fu dichiarato “zona sacra” e divenne meta di pellegrinaggi, visite ed escursioni. Ancora oggi è costellato di camminamenti e trincee.


Ho avuto il piacere di effettuare questa escursione grazie al progetto Montagne di Storia organizzato dall'APT di Rovereto Vallagarina Monte Baldo in collaborazione con il Museo della Guerra.  

Ogni venerdì escursione con guida sulle tracce della Prima Guerra Mondiale, partendo dai numerosi siti storici presenti sulle montagne attorno a Rovereto finendo nelle sale del Museo Storico Italiano della Guerra, ospitato nel castello della città. Infatti, dopo l'escursione trekking, c'è la possibilità di effettuare una visita guidata al museo per approfondire il tema dei conflitti, attraverso oggetti, fotografie e testimonianze di soldati e civili, in un suggestivo viaggio a ritroso nella storia.

 


 

Fatta la prenotazione, ho ricevuto via mail i dettagli con il punto di incontro con la nostra guida: alle ore 9H00 presso il parcheggio con il grande sasso dove c'è la scritta "Benvenuti nel regno della pozza" a Pian del Cheserle.




COME ARRIVARE

Arrivare è abbastanza facile: sia da Rovereto, che da Schio - Pian delle Fugazze, si raggiunge Vanza seguendo le indicazioni per il Rifugio Lancia. La strada sale poi ripida e stretta nel bosco, passa la località di Giazzera e arriva al Pian Cheserle. Da qui diventa sterrata con sassi e pietre e arriva in pochi minuti al parcheggio "del sassom".


GUIDA ESPERTA IN GRANDE GUERRA

La nostra guida, Novella, è una super esperta di Grande Guerra, laureata in storia e accompagnatrice di media montagna, è di sicuro la persona ideale con la quale fare questa camminata e scoprire tutto su queste montagne e su quello che è successo in questo territorio.

 

 

 



 

Infatti, come vi ho già raccontato spesso nel blog, il Trentino era territorio austriaco prima della guerra. Con questa premessa la nostra guida ci ha fatto una piccola introduzione sulla situazione prima della guerra e sul problema della popolazione trentina allo scoppiare del conflitto.


MALGA ZOCCHI

Dal parcheggio prendiamo il sentiero che parte dalla parte opposta del grande sasso e iniziamo a salire nel bosco. Ad un certo punto spuntiamo nel grande piano dove è presente Malga Zocchi. Continuiamo sempre dritto e raggiungiamo la Bocchetta di Foxi. 

 




 

Da qui si inizia ad ammirare uno splendido panorama sul Pasubio, sulla Vallarsa e sulle Piccole Dolomiti di Recoaro Terme.

 


 

Dalla forcella proviene anche il sentiero del Corno Battisti, un'escursione che vi ho già raccontato nel blog (sempre partendo da Pian Cheserle) e che conduce nel posto in cui vennero catturati i trentini Cesare Battisti e Fabio Filzi poi condannati a morte dalle autorità militari austriache per impiccagione al Castello del Buonconsiglio a Trento in quanto traditori. 

 



Sul Pasubio vissero per più di tre anni circa 100.00 soldati italiani e austro-ungarici. Più di 10.000 morirono in combattimento, per malattia, travolti da valanghe. La nostra guida ci racconta che nel corso della guerra i soldati dei 2 eserciti tracciarono strade e mulattiere, costruirono teleferiche, acquedotti, villaggi di baracche e numerose gallerie.

 

E sono proprio queste che andremo a vedere ora. Dalla forcella puntiamo alla prossima meta: Monte Testo.

 

MONTE TESTO

Già vediamo subito la segnaletica: sentiero 102 (per esperti), oppure il sentiero nel bosco che si incroceranno più avanti.

 

 

 

Noi scegliamo di fare quello per esperti perchè più panoramico. Di difficile non c'è nulla, forse qualche tratto un po' esposto che può creare disagio a chi soffre di vertigini. Il tracciato è comunque ben evidente e segnato. 

 

 

Raggiunto un incrocio di sentieri presso la Bocchetta delle Corde (tra cui quello che conduce al rifugio Lancia che faremo dopo), continuiamo in leggera salita fino a raggiungere la sommità del monte Testo. 

Questa cima cadde in mano italiana nel 1915, ma fu riconquistata dall'esercito austro-ungarico durante l'offensiva della Strafexpedition, la spedizione punitiva austriaca che puntava a liberare gli altipiani trentini e di Asiago e raggiungere poi la pianura veneta.

 



 

GALLERIE MONTE TESTO

Nei pressi della cima è presente una serie di gallerie e posti di osservazione per le artiglierie che si possono visitare con attenzione. All'interno c'è anche una scala metallica che scende per diversi metri e raggiunge una postazione con vista verso il Pasubio. Da qui si possono vedere i due Denti del Pasubio, quello occupato dagli italiani e quello dagli austriaci.

 



La nostra guida Novella ci indica anche la parte collassata dovuta all'esplosione delle mine. Infatti questa fu una delle zone dove si combattè la Guerra di Mine, che consisteva nel posizionare attraverso gallerie grandi quantità di esplosivi sotto le trincee nemiche per poi farle saltare.

La prima mina fu fatta brillare dagli austriaci il 29 settembre 1917. Ne seguì una italiana e si proseguì per un totale di dieci deflagrazioni fino alla più potente, quella della mina austriaca del 13 marzo 1918, per la quale furono utilizzate 50 tonnellate di esplosivo e che provocò la morte di oltre 50 soldati italiani segnando definitivamente anche il profilo della montagna. 

 


 

In galleria è davvero importante avere una torcia e scarpe adeguate. La presenza della nostra guida è stata davvero fondamentale per muoverci all'interno.


RIFUGIO LANCIA
Sbucati di nuovo alla luce del sole, ripercorriamo per un tratto il sentiero di prima e, all'altezza della Bocchetta delle Corde, puntiamo verso il rifugio Lancia che raggiungiamo con una comoda discesa nel bosco.

 



 

Il Rifugio Lancia venne costruito nel 1940 dalla Società degli Alpinisti Tridentini, sezione di Rovereto, e prese il suo nome da Vincenzo Lancia, fondatore delle Automobili Lancia, stretto e stimato amico del presidente della sezione Rovereto della S.A.T.


Qui consumiamo il nostro pranzo al sacco e, dopo una breve pausa, iniziamo  l'itinerario di rientro seguendo la strada sterrata che scende con larghi tornanti al parcheggio dove abbiamo lasciato la macchina questa mattina.

 


 

In totale è stato un anello di 5 ore (camminata fatta con calma e con diverse soste per la spiegazione e i racconti della Grande Guerra) e 400 metri di dislivello.


VISITA MUSEO DELLA GUERRA

Il pomeriggio l'ho passato in visita al Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto (circa 40 minuti in macchina da Pian del Cheserle) ed ho avuto modo di approfondire ancora la tematica della Grande Guerra  dal punto di vista di chi l’ha combattuta ma anche di chi l’ha vissuta come profugo o prigioniero. 

Le collezioni esposte sono ricche e offrono molti spunti di riflessione, anche grazie ai nuovi contenuti multimediali con testimonianze e voci del passato.

 


 

Il modo migliore per capire le nostre montagne, la nostra storia e il nostro passato tra trekking e museo nei pressi di Rovereto.

 

Per maggiori info e escursioni, visita il sito di VISIT ROVERETO e del MUSEO STORICO ITALIANO DELLA GUERRA


VEDI ANCHE:

La sezione del blog dedicata alla GRANDE GUERRA, al TREKKING e al TRENTINO



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