Un itinerario alla scoperta del Delta del Po: ecco cosa vedere

Il Delta del Po, in provincia di Rovigo - Veneto,  è un incredibile habitat naturale inserito nella lista dell'Unesco come Riserva di Biosfera. Le cose da vedere sul Delta del Po sono davvero tante, tutte da scoprire a ritmo lento, come lo scorrere delle sue acque, magari in bici, a piedi o a ritmo di pagaia, godendo del rosso dei tramonti che si specchiano nelle acque basse delle valli o in mare aperto.
Con queste attività, però, riuscire a vedere tutto il Delta richiede parecchi giorni. Se si ha solo una giornata a disposizione, vi conviene concentrarvi solo in una zona, oppure, come ho fatto io, con un mini tour in macchina di una giornata.
Nel primo sabato di marzo 2020, ho preso macchina fotografica e zaino e sono partito da solo per la volta di Porto Tolle
Mai avrei pensato che il giorno dopo si sarebbe istituita la quarantena a  causa del coronavirus :((  Una situazione che si protrae ancora oggi mentre scrivo :(( Ma il blog è anche occasione per sognare un po' e pensare ai tempi migliori. Ecco quindi che con il post di oggi vi racconto la mia gita di una giornata sul Delta del Po, cominciando da:

delta del po cosa vedere
 
PONTE DI BARCHE SANTA GIULIA
Il mio itinerario alla scoperta del Delta del Po inizia dalla località di Ca' Tiepolo, da qui seguo il corso del Po della Donzella o della Gnocca e arrivo presso la località di Santa Giulia, dove si trova il caratteristico ponte di barche che, insieme ai meno tipici e caratteristici ponti in cemento armato, uniscono un'isola ad un'altra attraversando i vari rami deltizi. Nel passato si ricorreva al classico traghetto a remi che andava e veniva dalle sponde dei fiumi e dei canali. Un tempo questo lembo di terra era chiamato “Polesine dei Sospiri”, a causa delle frequenti alluvioni che facevano sospirare i suoi abitanti, costretti ogni volta a riprendere dall'inizio la loro vita e il duro lavoro.

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Attraversando questo territorio si ripercorre inoltre la storia della bonifica che hanno dato vita alla storia del delta: l'attività inizio nel 1604, quando la Repubblica di Venezia decise di deviare il corso d'acqua spingendo il Po a creare l'area di sedimenti, tuttora in espansione: una storia che conobbe anche episodi tragici come l'alluvione del Polesine del 1951.

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Più avanti passo la foce del Po di Donzella e raggiungo la Sacca di Scardovari, un grande specchio d'acqua salmastra, “orto di mitili e vongole”.
Qui inizia la strada panoramica che costeggia la Sacca di Scardovari, una vasta distesa di acqua salata dove un tempo, nelle terre emerse, si coltivava il riso. oggi invece è utilizzata per allevare cozze e vongole. Percorrendola si potrà conoscere da vicino quella che è diventata l'economia principale del Delta: la pesca.
La strada costeggia la sacca in quasi tutto il suo perimetro così si ha modo di ammirarla in tutta la sua bellezza e fermarsi varie volte per fare foto. 

OASI DI CA' MELLO
In pochi minuti raggiungo l'Oasi di Ca' Mello, un enorme canneto di 40 ettari dove, da una grande torretta, si possono ammirare molte specie floristiche del Delta del Po.

delta del po cosa vedere

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Da questo luogo, lo sguardo spazia verso est alle cavane allineate dei pescatori e verso nord est per perdersi nelle immense distese della coltivazione di riso.
La visita dell'oasi continua poi lungo un sentiero che con dei ponticelli di legno  supera tutto il canneto. Ho letto che durante la bella stagione fanno delle visite guidate, provate a contattare l'ufficio dell'oasi per maggiori info.

oasi ca mello

SACCA DI SCARDOVARI
Ma è nella parte più a nord che la Sacca di Scardovari svela tutto il suo fascino. Davanti c'è solo la grande e azzurra laguna, animata dalle baracche dei pescatori che si sporgono sulla sacca con le loro terrazze sorrette da palafitte. Purtroppo si vedono ancora le cicatrici della tremenda tempesta del 12 novembre 2019. Spero che quando  visiterete la zona sia stato tutto sistemato.

delta del po cosa vedere

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La Sacca di Scardovari è anche l'area  migliore per ammirare i tramonti. Se volete ammirarli, dovete riformulare questo itinerario e arrivare alla sacca di Scardovari nel tardo pomeriggio/serata, calcolando bene l'ora giusta e controllando le previsioni del tempo prima di partire.

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SPIAGGIA BARRICATA
Prossima tappa: la località di Barricata, famosa per la sua spiaggia di sabbia finissima. Lascio la macchina nei pressi del camping e ne approfitto per fare una bella camminata sulla spiaggia ascoltando le onde del mare e osservando tantissime conchiglie!!

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SPIAGGIA DI BOCCASETTE
Il mio itinerario prosegue alla volta del paese di Ca' Venier. Da qui seguo le indicazioni per Boccasette, e proseguo verso il mare viaggiando su una lingua di terra circondata dall'acqua...fino alla spiaggia. Un ponticello unisce la spiaggia di Boccasette alla stretta strada che si snoda tra le cinerine tamerici che da maggio a luglio si tingono di un tenue rosa bordano.

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La spiaggia, lunga 5 km ma profonda pochi metri, si trova sullo Scanno del Palo che, come tutti gli scanni, è costituito dalla sabbia portata dai fiumi e modellata da vento e onde, e proprio per questo in continua evoluzione e movimento. Se devo essere sincero mi è piaciuta di più la spiaggia di Barricata, l'ho trovata più selvaggia. In estate, però, non so come siano.
E' soprattutto, qui, nelle valli vicine alla spiaggia, che si può ammirare una patrimonio ornitologico costituito da oltre 370 specie tra uccelli stanziali, di passo e migratori, rendendo quest'area un sito ambito in tutta Europa dagli amanti del birdwatching.

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CASE DEI PESCATORI DI PILA
Ormai il mio itinerario sul Delta del Po sta volgendo al termine. Ho voluto finire questa giornata dove il grande fiume sfocia sul Mare Adriatico, dopo essersi visto diviso in 7 rami: il Po di Levante, il Po di Maistra, il Po di Pila e il Po di Tolle, il Po di Gnocca e il Po di Goro, tutti derivanti dal Po di Venezia. Il suo viaggio dalle sorgenti del Monviso in Piemonte attraverso la pianura Padana, arriva alla fine nei pressi dell'abitato di Pila. Continuo per un po' sempre sull'argine del Po di Venezia-Pila, fino ad arrivare al villaggio dei pescatori, una fila di baracche e pontili, addossate alla riva del fiume, dall'aspetto spesso precario e disordinato, che evocano il duro lavoro che l'uomo ha da sempre dovuto affrontare in quel rapporto stretto di rispetto, sfida e riconoscenza con il fiume ed il mare. 

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Sul lato opposto del fiume ho modo di “ammirare” la grande centrale elettrica di Polesine Camerini (c'è un progetto in corso per farla diventare resort di lusso...), con l'impressionante ciminiera alta 250 metri.
Raggiungo il punto più estremo del delta raggiungibile via terra dove la stradina, ora sterrata, torna verso il porto da pesca di Pila.
Purtroppo non si riesce ad arrivare al faro di Pila. Né in macchina né a piedi. Peccato :( Sarà occasione, la prossima volta, di partecipare ad un'uscita in barca.
Finisce qui il mio viaggio “essenziale” alla scoperta del Delta del Po. Questa è solo una minima anteprima delle cose ce si possono vedere, rimane un mio obiettivo quello di tornare, non appena la quarantena del Coronavirus sarà finita (speriamo presto), per raccontarvi altri gioielli di questo territorio.

Vedi anche la sezione dedicata al VENETO 



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5 commenti:

  1. Una gita che abbiamo in programma....appena si potrà!
    Un abbraccio

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  2. Non c è la possibilità di fare u giro in barca?

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