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L'escursione alla galleria del Lagazuoi è di sicuro una delle escursioni più belle da fare a Cortina d'Ampezzo sulle Dolomiti Bellunesi  dal punto di vista naturalistico, storico e paesaggistico.
Siamo sui luoghi della Grande Guerra, nell'antico confine tra l'impero austriaco e il regno d'Italia, dove i segni dei combattimenti sono ancora visibili dal nostro punto di partenza, il passo Falzarego.
In molti consigliano di fare questo giro in discesa: partire dal rifugio Lagazuoi, scendere per la galleria e finire al Falzarego. Secondo me, invece, è meglio farla in salita: all'interno della galleria è molto umido e si può scivolare facilmente, soprattutto in discesa. Inoltre, è presente sempre un cavo metallico con il quale ci si può aiutare per la salita.

gallerie lagazuoi
panorama all'ingresso delle gallerie del Lagazuoi

Ci sono escursioni che sorprendono per i panorami e altre che colpiscono per la storia che custodiscono. L’anello ai Trinceroni di Campolongo, sull’Altopiano dei 7 Comuni, riesce a unire entrambe le cose in un itinerario davvero spettacolare, tra strade panoramiche, pascoli, malghe e lunghe trincee della Grande Guerra affacciate sul vuoto.

 

Ho avuto occasione di percorrere questo itinerario, di 12 km e 370 mt di dislivello,  durante un sopralluogo per una mia uscita di gruppo di giugno. Una giornata con le previsioni ottime ma che in realtà si è rivelata grigia con nuvoloni super minacciosi. Per fortuna non ha piovuto. Anzi, alla fine, arrivato al parcheggio, è uscito il sole. Proprio una beffa :(( 

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L'Altopiano dei 7 Comuni è una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

Se vuoi partecipare alle prossime uscite, puoi:  iscriverti al canale Whatsapp Montagna di Viaggi, visitare la sezione ESCURSIONI DI GRUPPO del blog, oppure mandarmi una mail a andreapizzato76@gmail.com

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trinceroni di campolongo e monte caina

trinceroni rubbio

Il sentiero delle Meatte è probabilmente una delle escursioni, a tema Grande Guerra, sul Monte Grappa più bella da fare.
 
In una giornata come quella di ferragosto, in cui mi sono trovato improvvisamente da solo, non ho pensato due volte a prendere la macchina e partire in solitaria per una delle uscite che avevo da tempo in programma: il monte Grappa e il sentiero delle Meatte.
 
Parto prestissimo da casa per paura di trovare la folla dei vacanzieri. Da Paderno del Grappa salgo verso la valle di San Liberale (m. 570) e lascio la macchina dove la strada finisce, in prossimità del Motoristorante con varie zone per parcheggio. 
 

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Il Monte Grappa è una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

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sentiero meatte grande guerra monte grappa
lungo il sentiero delle Meatte
SI PARTE DA SAN LIBERALE
Inizio la mia escursione seguendo il sentiero 151 con destinazione Pian dea Bala, un sentiero che si immerge subito nella vegetazione e continua a tornanti lasciandosi poi alle spalle il bosco, continuando poi in un ambiente roccioso. Fuori dalla vegetazione si può fin da subito ammirare uno splendido panorama sulla pianura, ma questo è niente in confronto a quello che mi aspetterà più avanti.
 
sentiero meatte grande guerra monte grappa
partenza da San Liberale

sentiero meatte grande guerra monte grappa
vista verso la pianura

Raggiungo Pian dea Bala (m. 1380) dopo circa un'ora e trenta di cammino (le tabelle indicavano due ore) e un dislivello di circa 810 metri. Qui si trova anche la strada che arriva dalla pianura e, infatti, senza sorpresa, incontro tutti i villeggianti del Ferragosto con moto, auto, camper e postazioni picnic.
Volendo si può venire qui in macchina e iniziare l'escursione da questo punto.
 
monte grappa
Pian dea Bala
Trovandosi questa escursione in provincia di Treviso, la segnaletica è abbastanza scarsa (lo scrivo perchè è ormai un dato di fatto). Vedo però un cartello di legno (questo qui sotto) che indica il Sentiero delle Meatte.

sentiero meatte grande guerra monte grappa
segnaletica all'ultimo grido

SENTIERO DELLE MEATTE
Sono nella direzione giusta. Svolto a destra e inizio a camminare alla scoperta di questa straordinaria opera militare costruita durante la Grande Guerra.
Lo stesso tracciato militare, assieme ad altre opere di cui si intravedono le tracce, merita d’essere ammirato per la sua arditezza. Venne realizzato dal Genio militare italiano nel 1918 incidendo e forando le rocce strapiombanti sulla Val Boccaor e serviva ad assicurare i movimenti e i rifornimenti al riparo dal tiro nemico per sostenere ed alimentare la battaglia sulle vette.
 
sentiero meatte grande guerra monte grappa
le prime gallerie

sentiero meatte grande guerra monte grappa

sentiero meatte grande guerra monte grappa
a strapiombo sulla valle

Il sentiero è pianeggiante e sempre abbastanza largo. Si passano diverse gallerie, corte abbastanza da non essere necessario l'uso della torcia, e si ammira un panorama eccezionale sulla pianura fino a Venezia (con le giornate limpide).
Ad un certo punto si passa sotto un ponte sospeso che serve per raggiungere una via ferrata e si continua fino ad arrivare ad un incrocio che, svoltando a sinistra, porterebbe di nuovo a Pian dea Bala (calcolate trenta minuti per percorrere il sentiero delle Meatte).
Peccato che non ci sia nessun cartello a spiegare la storia di questo posto :((
 
sentiero meatte grande guerra monte grappa
guardando verso Cima Grappa
monte grappa
il ponte sospeso

sentiero meatte grande guerra monte grappa
segnaletica alla fine del sentiero delle Meatte

VERSO MALGA VEDETTE
Siccome è ancora presto, continuo la mia passeggiata lungo lo stesso sentiero. 

sentiero meatte grande guerra monte grappa
altre gallerie della Grande Guerra
Ad un certo punto il versante della montagna svolta bruscamente e mi trovo davanti ai miei occhi una fantastica vista sulla pianura e sui Colli Euganei.

sentiero meatte grande guerra monte grappa
vista sui Colli Euganei
Proseguo ancora per un po' e raggiungo la strada asfaltata con la fine del sentiero dove è presente malga Vedetta. In una giornata così di festa era logico trovare una marea di gente. Se poi si può arrivare con la macchina ancora di più! Tutti a mangiare :))
 
sentiero meatte grande guerra monte grappa
malga Vedetta
Dalla strada faccio un ultimo sforzo e raggiungo la bellissima chiesetta di Cima delle Mandria. Davvero suggestiva! E che panorama!!
Calcolate circa 3 ore per arrivare fino a qui da San Liberale.
Foto a manetta e faccio sosta per il mio pranzo a sacco :))
 
sentiero meatte grande guerra monte grappa
chiesetta Cima delle Mandria

RITORNO A PIAN DEA BALA
A questo punto l'itinerario raccontato in altri siti consiglierebbe di seguire la strada asfaltata passando per altre malghe concludendo così un giro ad anello. Siccome oggi, ogni angolo di strada asfaltata è occupata da macchine, decido di ritornare per lo stesso sentiero dell'andata e di ammirare di nuovo il sentiero delle Meatte fino al parcheggio in Pian dea Bala.
Nel 1917 questa parte del Monte Grappa, Val delle Mure, fu una delle zone più devastate dalla guerra. Le truppe italiane erano in alto sulla cresta, ma i rifornimenti e i feriti dovevano passare per la valle sotto il tiro continuo dell'esercito austroungarico. Sono ancora visibili i sentieri che salgono alle prime linee della cresta, seminascosti, per sfuggire, dove possibile, all'occhio del nemico.
Ritrovo il sentiero 151 di questa mattina e ritorno nel silenzio della montagna inoltrandomi nel bosco e scendendo a zig zag fino a San Liberale.
 
sentiero meatte grande guerra monte grappa
il sentiero che scende a San Liberale
Prima del parcheggio si possono visitare delle gallerie di ricovero, una stazione di pompaggio acquedotto e una galleria antigas.
Finisce così una bellissima escursione a tema Grande Guerra sul Monte Grappa della durata di 7 ore circa (con tante soste fotografiche), tra panorami mozzafiato e storia. 

 

Scheda Tecnica:
San Liberale 570 m. – Pian dea Bala, 1380 m.,  1H30
Pian dea Bala – fine sentiero delle Meatte , 30 minuti
fine sentiero delle  Meatte - chiesetta Cima delle Mandria, 45 minuti 
Dislivello: 810 metri 

Visita la senzione del blog dedicata alla Grande Guerra
e anche i migliori itinerari a tema Grande Guerra 

ALTRE ESCURSIONI DA FARE NELLE PREALPI VENETE:

La trincea è il simbolo della prima guerra mondiale: veniva utilizzata, nella guerra di posizione, per riparare il soldato dalle offese avversarie. Era un fossato, scavato nel terreno, a volte coperto, mimetizzato e dotato di ricoveri, postazioni per fucilieri, per mitragliatrici per bombarde; la trincea era protetta sul davanti da ampie fasce di reticolo.
 
La trincea non rappresenta una novità della Grande Guerra, ma è il risultato di un processo di perfezionamento avvenuto nei secoli, e in modo particolare nel corso dell'Ottocento. La linea del fronte era composta da una sequenza ininterrotta di trincee che correvano su due o più linee parallele, comunicanti attraverso camminamenti. In alcuni punti erano ripari ben protetti e strutturati, il più delle volte agglomerati frutto dell'improvvisazione.
 
Si trattava di un vero e proprio intrico di fossati, scavati a zigzag e muniti di muretti paraschegge studiati per minimizzare gli effetti delle esplosioni. Le trincee venivano dotate di postazioni per il tiro da cui i soldati potevano sparare stando al riparo.
 

guerra di trinceee prima guerra mondiale
Saletto di Piave

La battaglia di Caporetto è uno degli eventi più importanti durante la Grande Guerra in Italia.

Con il post di oggi volevo fornirvi un piccolo riassunto della battaglia / disfatta di Caporetto e anche invitarvi a visitare la sezione del blog dedicata alla Grande Guerra con vari post dedicati alle escursioni per le trincee e approfondimenti storici su personaggi e fatti come, ad esempio, Francesco Giuseppe I d'Austria, sua moglie Sissi, breve riassunto sulla prima guerra mondiale, la Strafexpedition o l'attentato di Sarajevo. 

 

Spero con il tempo di poter coprire gran parte dei fatti, personaggi e itinerari trekking a tema Grande Guerra. Purtroppo le mani sono solo due, ma con calma cercherò di fare tutto 😊.

 

battaglia di caporetto



Il Forte Belvedere, Werk Gschwent, situato nei pressi di Lavarone, è una delle fortezze militari più grandi realizzate dall'impero austroungarico e tuttora visitabile.


Costruito tra il 1908 e il 1912, a strapiombo sulla Valdastico, aveva il compito, assieme agli altri sei forti costruiti dal governo di Vienna, e presenti sugli altipiani di Folgaria Luserna e Lavarone, di difendere le vie di accesso verso Trento e di supportare un eventuale avanzata verso Asiago e la Valdastico.

 

forte belvedere gschwent lavarone


Francesco Baracca nasce il 9 maggio 1888 a Lugo di Romagna. Frequenta l'Accademia Militare di Modena ed entra come ufficiale di carriera nel reggimento di cavalleria Piemonte Reale che aveva base nella capitale.


Chiede il trasferimento in aviazione nel 1912 e va prima alla scuola di pilotaggio di Reims in Francia, dove, su un velivolo Hanriot, consegue il brevetto di pilota, poi a Somma Lombardo, al Battaglione Aviatori di Milano.


Francesco Baracca

Il Monte Grappa è uno di quei luoghi che, oltre alla bellezza paesaggistica, custodisce una memoria storica intensa.  

 

Questa escursione parte dal Monte Tomba e conduce a Castel Cesil, Monte Palon, Cima della Mandria e rientro  per la malghe Il Piz e Barbeghera. Un itinerario ad anello di 11 km e 680 metri di dislivello,  che attraversa trincee, gallerie, postazioni della Prima Guerra Mondiale e malghe, offrendo panorami che spaziano dalle Dolomiti alla laguna di Venezia.

 

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Il Monte Grappa è una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

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monte tomba, castel cesil, palon, malga piz

Terzogenita di otto fratelli, Elisabetta Amalia Eugenia Wittelsbach d'Asburgo (questo è l'esatto nome di Sissi) nacque a Monaco di Baviera la notte di Natale del 1837 da Massimiliano di Baviera e da Ludovica di Wittelsbach.

"L'eroina del sogno”, così' la definì D'Annunzio nel suo elogio funebre, trasformò la propria bellezza in un mito, riuscendo nell'illusione là dove il proprio destino la fece fallire nella realtà.


L'impatto con la corte di Vienna segnò da subito la vita dell'imperatrice Sissi. Infatti, si rese conto fin da subito di quanto poco era portata alla vita di corte: il carattere poco incline agli obblighi formali, gli attriti con la suocera, il peso dell'invadente protocollo asburgico spinsero ben presto la giovane imperatrice ad allontanarsi da Vienna, e dal marito Francesco Giuseppe, per dei lunghi, lunghissimi periodi.

 

imperatrice sissi luoghi soggiorni in italia
credits APT Madonna di Campiglio

 
Padova, spesso chiamata la capitale del fronte per il ruolo svolto durante la Grande Guerra, deve essere ricordata anche per la funzione eccezionale che ebbe nell'assistenza sanitaria prestata ai soldati e nella didattica medica impartita agli aspiranti militari.
 
Poco tempo fa ho avuto modo di visitare una mostra con il tema “Padova capitale del fronte” presso un museo in centro città. Nonostante il prezzo d'ingresso di € 10,00 che includeva anche il museo, la mostra si svolgeva solo su due stanze, un po' troppo poco, secondo me, per trattare un tema così importate. E' stata comunque occasione per imparare cose nuove e vedere da vicino cimeli davvero importanti. Le foto che vedrete in questo post sono state fatte durante la mia visita. Una visita che è iniziata subito con il ruolo di Padova e della medicina durante la Grande Guerra.
 
Infatti, le nuove caratteristiche distintive del primo conflitto mondiale, che si connotò, tra l'altro, per diffuso impiego di armi moderne e devastanti e la trasformazione da guerra di movimento a guerra di trincea, imposero problemi di difficile soluzione, anche da un punto di vista medico.


L'escursione al Pizzo di Levico o Cima Vezzena è una delle escursioni più frequentate e panoramiche di tutto il Trentino. Frequentata perchè è abbastanza semplice e corta, mentre, panoramica, perchè la vista che si gode dalla cima è davvero impressionante. 
 
Si tratta di un'escursione di 500 metri di dislivello, 8 km da fare con calma in 3H30 - 4H00 
 
Potevo io, che sui social ho l'account pizzo76, non visitare il Pizzo di Levico? Certo che no! Allora vediamo come si è svolta questa giornata sulle verdi montagne del Trentino.
 

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L'Alpe Cimbra è una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

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pizzo levico cima vezzena


Durante la Grande Guerra, le montagne delle Alpi e delle Prealpi nel nostro Triveneto furono teatro di combattimenti epici e imponenti opere difensive. Oggi, questi luoghi sono testimoni silenziosi della storia, offrendo agli escursionisti l'opportunità di esplorare sentieri carichi di significato storico.


Nel post di oggi sul bog, vi portetò alla scoperta attraverso alcuni dei più suggestivi itinerari sui sentieri della Grande Guerra, con escursioni trekking, di diversa difficoltà, che si immergono dall'emozionante Monte Pasubio, ai pendii del Carso e Monte Grappa, fino alle maestose vette delle Dolomiti. 

 

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I luoghi della Grande Guerra sono le mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

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grande guerra itinerari sentieri escursioni

Non c'è processione, ricevimento o festa senza Schützen. O almeno così si dice. I maschi impettiti nelle loro colorate uniformi di tiratori scelti sono parte integrante della vita dei paesi in Tirolo, Alto Adige e del Trentino.


In Alto Adige ci sono 140 compagnie, tre bande musicali e circa 5.100 Schützen e Marketenderinnen (ossia vivandiere). Rispetto ai loro camerati del Tirolo e ai Gebirgsschützen della Baviera quelli altoatesini hanno anche una vocazione politica e non solo folkloristica e culturale.


La loro storia risale agli inizi del Cinquecento, ma hanno acquistato fama e notorietà ai primi dell'Ottocento, quando hanno fronteggiato con valore le "invincibili" truppe di Napoleone, comandati da Andreas Hofer.

 

schutzen e  kaiserjager
 

Tra le escursioni più belle dal punto di vista storico da fare tra le montagne del vicentino troviamo l'itinerario che dal Rifugio Papa conduce al Dente Italiano e Dente Austriaco. 

 

Si tratta di un'escursione di circa 2 ore e 320 metri di dislivello che si aggiunge alla camminata della Strada delle 52 Gallerie o della Strada degli Eroi.

 

Infatti, una volta arrivati al Rifugio Papa avrete alle vostre spalle già 3 ore di cammino, quindi, calcolate bene i vostri tempi: dovete per forza partire presto alla mattina oppure trascorrere una notte in rifugio. In totale sarannno quindi circa 7 ore di escursione.

 

dal rifugio papa al dente italiano e austriaco

 

La prima guerra mondiale fu un conflitto di portata globale che segnò un punto di svolta nella storia dell'umanità. Oltre alla morte di milioni di persone, la guerra ebbe un impatto significativo anche sul campo tecnologico, con lo sviluppo di nuove armi e tecnologie che avrebbero cambiato per sempre il modo di fare la guerra.

 

In questo post sul blog ci concentreremo sulle armi utilizzate durante la prima guerra mondiale, evidenziando le innovazioni tecnologiche che le resero così letali anche in Italia.


armi prima guerra mondiale

La Battaglia di Vittorio Veneto, conosciuta anche come Terza Battaglia del Piave, combattuta tra il 24 ottobre e il 4 novembre 1918, fu uno degli eventi decisivi della prima guerra mondiale, portando alla sconfitta e al collasso dell'Impero Austro-Ungarico. 

 

Questa battaglia ebbe un impatto significativo sulla storia europea e contribuì all'indebolimento delle potenze centrali e alla fine della guerra.


Con il post di oggi sul blog andiamo alla scoperta delle fasi principali della Battaglia di Vittorio Veneto, chi ha vinto e cosa è successo.


Nell'ultimo periodo ho visitato diversi musei a tema Grande Guerra in zona Montello, Vittorio Veneto e Rovereto e ho fatto un piccolo riassunto di quanto imparato.

 

battaglia di vittorio veneto

La strada delle 52 gallerie del Pasubio è uno degli itinerari trekking più conosciuti in Italia. Si tratta di un'escursione a tema Grande Guerra con una durata di circa 3 ore per arrivare al Rifugio Papa (dislivello di 750 metri) e altre 2H30 per tornare al parcheggio seguendo la Strada degli Scarubbi.

 

Il giro della mia escursione di oggi percorre la Strada delle 52 Gallerie e poi si immerge nella Zona Sacra fino al Dente Italiano e Austriaco, per un totale di 8 ore, 1000 metri di dislivello e 18 km.  Vedete voi come fare!


Punto di partenza è Bocchetta Campiglia nei pressi di Passo Xomo raggiungibile da Schio su strada provinciale in direzione Valli del Pasubio e Rovereto. Prima del Passo delle Fugazze, si svolta a destra seguendo le indicazioni per Strada delle 52 Gallerie e si percorre una stretta stradina asfaltata che conduce al Passo Xomo. 

 

Qui consiglio di continuare ancora in macchina per pochi minuti a lasciare la macchina a Bocchetta Campiglia, dove si trovano i parcheggi a pagamento ( € 6,00 anno al giorno,  2023).

 

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La Strada delle 52 Gallerie è una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

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strada 52 gallerie del pasubio
 

Le tombe del Milite Ignoto, tra cui anche l'Altare della Patria a Roma, sono tombe simboliche che contengono i resti di un militare morto in guerra, il cui corpo non è stato identificato e che si pensa non potrà mai essere identificato.


Dopo la Grande Guerra troppi morti rimasero senza identità. Così il “milite ignoto” del quale non è rimasto un nome e molto spesso nemmeno il corpo, divenne l'oggetto di un culto collettivo.


Il lutto privato dovette divenire quindi il lutto di un Paese e trasformarsi in un consenso alla Patria. Il “milite Ignoto” rappresenta quindi il sacrificio di un intero popolo.


milite ignoto roma


L'Altopiano dei Sette Comuni, o di Asiago, è la meta ideale per gli amanti delle camminate trekking, delle bellezze naturali e della storia.


Le cose da vedere ad Asiago e Altopiano dei Sette Comuni sono davvero tantissime. Con il post di oggi sul blog voglio darvi qualche dritta sulle cose da fare e vedere in base alla mia esperienza, alcune raggiungibili con escursione trekking, altre, invece, semplicemente in macchina.

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Asiago è una delle mete che frequento più spesso durante le mie escursioni di gruppo.

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asiago sette comuni cosa vedere


La Strada degli Scarubbi collega il Colle Xomo (metri 1058) alle Porte del Pasubio ( metri 1928), salendovi dal versante nord-est del Pasubio, con un tragitto che, in circa 9,4 km, prima si arrampica all'interno del Vallone delle Caneve di Campiglia, e poi percorre il fianco destro della testata di Val Sorapache.


La strada si trova quasi interamente nel versante vicentino del Massiccio e, inizialmente, era una semplice mulattiera costruita poco prima della Grande Guerra dai reparti alpini durante le loro esercitazioni. 

 

strada degli scarubbi